Incontro con Adriana Albini, ricercatrice dell’Airc
Da FAMIGLIA CRISTIANA
Premiata di recente come donna inventrice, questa scienziata, direttore della Multimedica Onlus a Sesto San Giovanni, studia da tempo un principio chimico del luppolo della birra, lo xantumolo, capace di inibire la proliferazione e la vitalità delle cellule tumorali umane nei carcinomi mammari, ovarici e nei tumori del colon. Intanto, l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro si prepara al primo appuntamento del 2017 per la raccolta di fondi: sabato 28 gennaio vanno in scena le tradizionali “Arance della salute” su 2.700 piazze italiane. Con una donazione di 9 curo sarà possibile ricevere una reticella da 2,5 kg di arance e una Guida per selezionare i cibi da portare in tavola. E le ‘Arance della salute” arrivano anche sui banchi di scuola con “Cancro, io ti boccio”: in più di 600 istituti venerdì 27 gennaio bambini e ragazzi, insieme ai loro genitori e agli insegnanti, diventano volontari per un giorno distribuendo reticelle di arance rosse.
Qualche anno fa una pubblicità recitava: «Chi beve birra campa cent’anni». Un’affermazione sicuramente esagerata, ma che ha un fondo di verità. La birra contiene infatti il luppolo, un vegetale di cui si stanno riscoprendo le prodigiose qualità terapeutiche. La ricerca sulle proprietà antitumorali del luppolo è una di quelle più promettenti tra tutti i progetti finanziati dall’Airc.
Responsabile dello studio è Adriana Albini, direttore scientifico di Multimedica Onlus di Sesto San Giovanni, che da anni studia la nutraceutica, cioè la messa a punto dì farmaci derivati da cibi e bevande. «II luppolo», spiega la dottoressa, «oltre a conferire alla birra il suo sapore amarognolo, è per la bevanda stessa un antiparassitario e un antibatterico e ne favorisce la conservazione. E infatti la birra che viene da lontano, per esempio dall’India, è molto luppolata E’ stato identificato in esso un principio chimico, lo xantumolo, simile a un isoflavone. Altri isoflavoni sono la catechina del tè verde e del cioccolato che inibiscono l’attivazione delle sostanze cancerogene; o la quercitina della mela che ostacola la proliferazione di diversi tipi di cellule tumorali. Oppure il limonene e i terpeni contenuti nelle essenze oleose delle bucce di arancio, limone e altri agrumi, che inibiscono la crescita delle cellule maligne. Si tratta di molecole che hanno proprietà benefiche per l’organismo. Questi principi hanno un potere antinfiammatorio e antiossidante».
Da tempo nei laboratori della Multimedica si studia lo xantumolo e quest’anno, con il supporto di Airc, i ricercatori hanno scoperto i meccanismi che ne fanno un regolatore del metabolismo. La molecola ha infatti dimostrato di potere impedire la proliferazione e la vitalità di cellule tumorali umane di carcinomi mammari, ovarici e di tumori del colori. «Ha la doppia capacità sia di colpire direttamente le cellule maligne, sia di inibire le cellule endoteliali», precisa Adriana Albini. «Ciò sottolinea le promettenti caratteristiche antitumorali di questo composto e ne suggerisce un suo uso come chemiopreventivo. Ovviamente, non è pensabile usare il luppolo nella sua forma naturale, ma dobbiamo ricavarne un farmaco che andrà poi sperimentato nella prevenzione dei tumori. Nel frattempo abbiamo depositato il brevetto, grazie al quale ho vinto il premio dell’Associazione ltwiin come donna inventrice».
Certo, curare un tumore che c’e già con il derivato di un alimento è difficile, perché le cellule tumorali sono molto aggressive e occorre utilizzare la giusta terapia oncologica. In attesa di ottenere il vero e proprio farmaco, l’analogo dell’aspirina, che è un derivato del salice, e dell’avernum (per disturbi della circolazione) a base di esperidina, contenuta negli agrumi, esistono in commercio dei preparati erboristici tratti dal luppolo che hanno una blanda azione.
La birra poi va considerata una bevanda con discrete proprietà benefiche e nutrizionalmente interessante, ma è pur sempre alcolica e va quindi consumata con moderazione, anche per il suo apporto calorico (dalle 33-35 calorie per 100 g). In sintesi, non ci si può curare con la birra, così come, seppure un’altra sostanza benefica come il risvelatrolo derivi dall’uva, non ci si può curare con il vino.
«Più in generale», continua Adriana Albini, «occorre tenere presente che con la giusta alimentazione e stili di vita corretti si possono ridurre di un terzo i tumori, e ritardare le recidive per esempio nel tumore al seno. L’alimentazione ideale dovrebbe essere ricca di verdure e di fibra, privilegiare come bevanda l’acqua, con l’aggiunta di tè verde e spremute di agrumi, frutta (frutti rossi e noci sono ideali). Tra i condimenti vanno bene l’olio extravergine di oliva e per insaporire il cibo aglio, cipolla, peperoncino, curcuma. Occorre consumare poca carne, meglio il pesce azzurro ricco di omega 3. I cereali devono essere integrali e vanno abbinati ai legumi: ottimi riso e piselli e pasta e ceci. Si devono ridurre al minimo i grassi, gli insaccati, i dolci e le bibite carbonate. E’ inutile e dannoso ingerire calorie vuote, cioè alimenti che non apportano nessun tipo di nutrimento».
Alla corretta alimentazione deve seguire una costante attività fisica, che può significare anche solo una passeggiata con il cane o in bicicletta, fare le scale a piedi e non fumare e bere alcolici.
di Fulvia Degl’Innocenti
