Rassegna stampa

Da endovena a sottocute: la “piccola” innovazione che fa bene al paziente e al servizio sanitario

Da Healthdesk.it del 22-11-2017

Cosa cambia quando un farmaco fino a ieri somministrato endovena da personale ospedaliero diventa disponibile in formulazione sottocutanea?

È a questo quesito che ha cercato di rispondere un Report di Health Technology Assessment prodotto da ALTEMS – Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

L’avvento di nuove formulazioni che consentono l’utilizzo di un farmaco tramite una nuova via di somministrazione è in genere considerata un’innovazione di poco conto. Invece, il report, realizzato con il sostegno di Roche, mostra che le ricadute di una simile trasformazione sulla qualità di vita del paziente sul sistema sanitario (in termini organizzativi, economici e sociali) sono enormi.

Lo fa analizzando oltre 3.000 questionari compilati dai pazienti e da più di 60 centri ospedalieri coinvolti in tutta Italia e riferendosi al caso del trattamento del carcinoma mammario e del linfoma non Hodgkin, patologie molto diffuse e per cui si sono rese recentemente disponibili formulazioni sottocutanee dei farmaci trastuzumab e rituximab.

Ebbene, secondo il report, l’adozione delle cosiddette terapie brevi consente di ottenere efficienza organizzativa e operativa dei day-hospital, con dimezzamento del tempo impiegato da infermieri e farmacisti, e risparmi economici che si concretizzano in costi sociali evitati pari a oltre 60 milioni di euro complessivi (31,5 milioni di euro in oncoematologia e 30 milioni di euro in oncologia).

Non minore l’impatto sui pazienti: il rapporto ha stimato infatti che le nuove formulazioni consentono una riduzione dei tempi di attesa in ospedale del 34% e in generale del 50% la permanenza nel dayhospital.

«Il cambiamento delle vie di somministrazione dei due anticorpi monoclonali non modifica i livelli di efficacia e sicurezza già molto elevati in questi farmaci», dice Americo Cicchetti, direttore di ALTEMS e docente di Organizzazione Aziendale Facoltà di Economia, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. «Ma il passaggio dalla somministrazione endovena a quella sottocute rappresenta una vera e propria rivoluzione sotto il profilo organizzativo e riduce i costi dell’assistenza. Ma a beneficiare di più sono proprio i pazienti con un significativo miglioramento della loro qualità di vita».

Cosa significhi concretamente il passaggio dall’uno all’altro regime lo racconta Vito Antonio Delvino, direttore generale dell’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” IRCCS di Bari. «Quello che cambia in modo clamoroso è il tempo che impiegano gli operatori sanitari a preparare il farmaco prima e ad assistere il paziente poi», ha commentato. «Una somministrazione sottocutanea che dura 5 minuti si traduce in 5 ore in meno di lavoro per infermieri, medici e farmacisti per ciascun paziente, tempo che può essere dedicato all’ottimizzazione delle risorse. La breve permanenza in ospedale comporta minor impegno per il paziente e il suo accompagnatore. A questo si aggiunge la maggior compliance del paziente al trattamento».

Panoramica privacy
AIOM

Questo sito utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione sul sito. Di questi, i cookies che sono categorizzati come necessari sono memorizzati nel tuo browser come essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base del sito. Usiamo inoltre cookies di terze parti che possono aiutarci ad analizzare e capire capire come usi il sito. Questi cookies saranno memorizzati nel tuo browser solo con il tuo consenso. Inoltre hai anche dei cookies opzionali. Ma la disattivazione di questi cookies potrebbe avere effetti sulla tua esperienza di navigazione.

Per saperne di più sulla nostra cookie policy clicca qui: Privacy & Cookie

Cookie strettamente necessari

I cookies necessari sono indispensabili per le funzionalità del sito. Questa categoria include solo i cookies per le funzionalità di base e sulla sicurezza del sito. Questi cookies non memorizzano nessun dato personale.

Se disabiliti questo cookie, non saremo in grado di salvare le tue preferenze. Ciò significa che ogni volta che visiti questo sito web dovrai abilitare o disabilitare nuovamente i cookie.

Cookie di terze parti

Qualsiasi cookies non necessario alle funzionalità del sito, vengono usati per memorizzare dati personali via analytics, pubblicità e altri.