Rassegna stampa

Da gennaio 6mila contratti a termine per medici

I nuovi strumenti prorogabili fino a ottobre in attesa dei concorsi

Da IlSole24 ORE del 17-12-2015

Promette 6mila assunzioni che si concluderanno solo a fine 2017 senza nuove spese, ma con 329 milioni frutto dei risparmi che le regioni dovranno realizzare tra ospedali in rosso, acquisto di beni e servizi con le centrali uniche regionali e la “siringa unica nazionale”, le nuove regole contro gli sprechi della medicina difensiva. Annuncia i nuovi Lea per fine febbraio e prestissimo l’Albo dei manager in stile “trasparenza” secondo la “Legge Madia”. E liscia il pelo ai medici in sciopero generale col 75% di adesioni: “Senza di voi il sistema non avrebbe retto. Comprendo i disagi, ma il Governo non è fermo. La stagione dei tagli è finita”. Ma solo se si risparmia davvero.
La ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, ha illustrato ieri in conferenza stampa dettagli e prospettive delle novità inserite all’ultimo momento nella manovra 2016. A partire da quelle votate per mettere riparo ai disagi per l’orario corto europeo che sta sguarnendo le corsie, parole, quelle di Lorenzin, che non convincono i sindacati. Contro il depotenziamento della sanità pubblica, il disagio professionale, le risorse che mancano sempre più.
E quanto alle nuove assunzioni previste, lo scetticismo impera: “Assunzioni del tutto ipotetiche, senza risorse aggiuntive”. A gennaio, senza risposte, potrebbero esserci altri due giorni di piazza.
Sul capitolo assunzioni, Lorenzin confida nella massima celerità. Da gennaio scatteranno contratti flessibili, prorogabili fino a ottobre. A febbraio valuteranno i fabbisogni e a marzo potranno bandire i concorsi, sempreché tutto fili liscio. I concorsi potranno concludersi al massimo a fine 2017: riguarderanno per metà i medici e per metà gli infermieri, e il 50% dovrà essere riservato ai precari. Si stimano 329 milioni di spesa (“ma potranno essere anche molto meno”) e i governatori potranno attingere ai 111 miliardi del Fondo 2016. Utilizzando parte dei risparmi attesi dalla Stabilità 2016 tra piani di rientro triennali degli ospedali in rosso (per i bilanci finanziari e di salute), gli acquisti a “buon prezzo”, le norme attivate nella manovra contro il rischio professionale e quelle che arriveranno con la legge complessiva che avrà una corsia preferenziale in Parlamento per il varo entro la primavera.
Insomma, ora più che mai la palla passa alle regioni. Tra le quali ieri sono state indicate quelle benchmark per il 2015. Si tratta, nell’ordine, di Marche, Emilia Romagna, Umbria, Veneto, Lombardia. Le Marche dovranno essere obbligatoriamente nella rosa finale delle tre indicate per il benchmark, le altre 2 le sceglieranno (politicamente) i governatori. Che faranno bene i conti e troveranno un buon compromesso per trovare la soluzione che scontenta meno tutti.

(R.Tu.)

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