Rassegna stampa

Dopo l’8 marzo. Lorenzin: ‘per le donne c’è ancora molto da fare’. Il 22 aprile Giornata salute della donna e il 22 giugno il Fertility Day

Pochi giorni fa si è celebrata la Giornata Internazionale della donna. In questa circostanza molte persone mi hanno chiesto se secondo me oggi abbia ancora senso festeggiare questa ricorrenza. Io credo di si. Perché in questa occasione viene portata alla ribalta la condizione femminile sia nel nostro Paese che a livello internazionale

Da Quotidianosanità.it del 12-3-2016

Sulla strada dell’emancipazione femminile molti passi sono stati fatti, ma c’è ancora molta strada da percorrere sia sul piano culturale, che sociale, e per certi ambiti anche su quello legislativo. Ci sono contesti in cui le donne sono ancora discriminate nell’accesso al lavoro se sono in gravidanza o se hanno appena partorito, ad esempio.

Non possiamo poi non ricordare che in tanti Paesi del mondo alle donne vengono ancora negati i più elementari diritti umani e civili. Pensiamo a quelle aree dove l’integralismo impedisce alle donne di avere accesso allo studio tenendole in una situazione di analfabetismo oltre che in una condizione di soggezione psicologica, culturale e civile.

Ci sono ancora paesi in cui alle donne viene impedito di guidare, di avere la patente, paesi dove non ci sono quelli che per noi sono normali diritti civili, come ad esempio il divorzio. Ci sono Stati dove le donne vengono lapidate pubblicamente in piazza se hanno avuto una relazione extraconiugale o anche solo se sono sospettate di questo. L’8 marzo deve rappresentare dunque non solo una giornata di celebrazione, ma anche un momento di impegno al femminile.

Come Ministro questa ricorrenza è stata anche l’occasione per fare il punto sulle  cose fatte e su quelle da fare nel nostro Paese in tema di salute della donna e per le donne che si occupano di salute. Ricordo che quando due anni fa stavo lavorando al rinnovo del Consiglio Superiore di Sanità, alcune persone mi dissero che non c’erano abbastanza donne scienziate in Italia per far si che metà del Consiglio fosse composto da donne! Bene, il nuovo Consiglio non solo ha metà dei componenti donne, ma è donna anche il suo Presidente.

Con il loro lavoro le donne hanno raggiunto traguardi importanti in tanti settori della società, però è innegabile che ci dobbiamo confrontare ancora con una resistenza culturale importante: in diversi ambiti lavorativi, a parità di ruolo, le donne sono ancora retribuite il 20% in meno dei loro colleghi maschi e sono ancora troppo poche le donne che raggiungono ruoli di vertice. Anche in sanità, ad esempio, nelle qualifiche dirigenziali apicali si stima che le donne siano solo il 22%.

Per quanto riguarda la mia attività di Ministro l’ho basata da subito principalmente sulla salute della donna. Il mio slogan è: “Curi una donna, curi una società”. Abbiamo incentrato azioni mirate sulla prevenzione contro i tumori femminili, e siamo in ciò dei capisaldi nel mondo, e attuato e posto al centro dell’agenda europea le misure per la medicina del dolore e l’assistenza alla donna nelle varie fasi della vita puntando a una riorganizzazione dei punti nascita mirata su sicurezza, qualità e efficienza per offrire una maggiore tutela alla donna e al bambino sia nella fase della gestazione che nel momento successivo al parto.

Abbiamo inserito nei Lea l’endometriosi, la procreazione medicalmente assistita, sia omologa che eterologa, e garantito l’epidurale a tutte le donne. Tra le azioni messe in campo voglio poi ricordare il bonus bebè e la realizzazione del primo Piano nazionale per la fertilità. Inoltre proprio per fare il punto sulla salute della donna abbiamo sostenuto l’indizione per il 22 aprile di una Giornata nazionale sulla salute della donna nella quale realizzeremo tante iniziative sul territorio.

Ma non basta il 22 settembre terremo il Fertility Day per informare e sensibilizzare sul grande tema della denatalità e su come proteggere la fertilità.

Beatrice Lorenzin
Editoriale della News Letter del Ministero della Salute dell’11 marzo

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