Nazionali

Impiego dell’immunoterapia negli stadi precoci: nuove evidenze e prospettive future

I mercoledì dell’oncologia

Webinar ECM, 6 luglio 2022
dalle 17.00 alle 18.15

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Gli immune checkpoint inhibitors, dopo aver popolato il trattamento standard di numerosi tumori nello stadio avanzato, ora stanno producendo numerosi dati di efficacia nel setting adiuvante di vari tipi di tumori solidi. Già da anni tali evidenze hanno modificato le linee guida di trattamento adiuvante del melanoma (in seguito ai risultati ottenuti con pembrolizumab e con nivolumab), più recentemente sono stati presentati studi condotto in altri tumori (ad esempio con pembrolizumab nel tumore del rene, con atezolizumab nel tumore del polmone, con nivolumab nel tumore della vescica etc.). Queste evidenze andranno ragionevolmente a modificare le raccomandazioni e linee guida in molti setting, e arricchiranno di importanti elementi la discussione multidisciplinare che già oggi rappresenta uno step cruciale nella definizione della strategia terapeutica negli stadi precoci.

Durante questo appuntamento dei consueti “I Mercoledì AIOM dell’oncologia” si vuole andare ad esaminare alcuni aspetti e potenziali implicazioni dei risultati recentemente ottenuti con i nuovi trattamenti immunoterapici nel setting adiuvante. La dimostrazione di beneficio in disease-free survival, in assenza di dati definitivi di sopravvivenza globale, convince tutti gli oncologi dal punto di vista metodologico? Nel setting adiuvante, di fronte a pazienti potenzialmente guariti per quanto in presenza di un rischio a volte alto di recidiva di malattia, cambia il rapporto tra benefici e rischi del trattamento? Quale peso è giusto dare, nella valutazione del valore dei trattamenti e nella comunicazione al paziente, al beneficio atteso e ai rischi di tossicità anche tardive e a lungo termine? Quali sono le peculiarità della comunicazione tra medico e paziente rispetto al setting di malattia avanzata?