Da IL SECOLO XIX del 18-12-2017
Le calamite sul frigorifero? Qualche tempo fa è circolata la notizia che potessero risultare cancerogene. A sostegno di questa tesi strampalata è stato citato uno studio dell’Università di Princeton, mai esistito, che avrebbe riportato gli effetti di possibili radiazioni. Alla fine, tutta la vicenda si è rivelata una solenne “bufala”, una delle tante che accompagnano la vita dei malati di tumore. Proprio a chi soffre, all’attenzione alle notizie e al rapporto medico-paziente è stato dedicato il convegno “Mela Talk”, primo incontro nazionale per i pazienti con melanoma tenutosi a Genova e organizzato da Paola Queirolo, coordinatrice della struttura che si dedica alla cura dei melanomi e dei tumori cutanei presso il Policlinico San Martino-Ist: «È stata una giornata di discussione, nata dalla convinzione che un paziente informato e consapevole possiede gli strumenti necessari a convivere con la malattia, adottando uno stile di vita sano che tenga conto dell’alimentazione e dell’attività fisica, rispettando le indicazioni fornite dal clinico nel percorso terapeutico». D’altra parte, che le fake news sanitarie rappresentino un problema emerge anche da una ricerca del Censis realizzata in collaborazione con Assosalute. Sarebbero 15 milioni gli italiani che, in caso di piccoli disturbi (dal mal di testa al raffreddore), cercano informazioni sul web. Ma 8,8 milioni sono stati vittime di fake news nel corso dell’anno. In particolare, sono 3,5 milioni i genitori che si sono imbattuti in indicazioni mediche sbagliate. Se il medico di medicina generale (53,5 per cento) e il farmacista (32,2) restano le principali fonti di informazione, decolla il ricorso ai diversi canali web (28,4). In particolare, tra i millennials sale al 36,9 per cento la quota di chi usa il web per trovare informazioni su come curare i piccoli disturbi.
FE.ME.
