Notiziario AIOM

Farmaci, il tavolo è spaccato

Stop dei governatori ai Drg estesi a ospedali pubblici, sì al doppio tetto

Da Il Sole24 ORE Sanità del 22-3-2016

Sconti alle imprese sui ripiani, rebus tetti, riforma del payback (o forse no), fondi extra per gli innovativi: il tavolo a palazzo Chigi sul nodo della govemance farmaceutica è ancora in piena tempesta e s’è riaggiornato ai primi di aprile. «Siamo in una fase di brainstorming. Stiamo lavorando sulle simulazioni – spiega la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin – per cercare di capire che cosa succederebbe se introduciamo il prezzo del farmaco nel Drg, se facciamo un fondo per gli innovativi, come cambiare il payback e se vale la pena cambiarlo». Ma le parti – Governo e Regioni – non sono affatto vicine, anzi. Un mezzo punto d’incontro potrebbe esserci sul ripiano – circa 1,8 mld – che le industrie devono pagare per tre anni di sfondamento dell’ospedaliera. L’ipotesi, anticipata da Sanità24, è di arrivare a una transazione con uno sconto del 10% (ma qualcuno azzarda fino al 20%). D’altro canto il payback è bloccato dalle sentenze del Tar, le Regioni hanno strette esigenze di cassa e le industrie devono fare i bilanci. Tutto questo mentre l’Aifa non ha ancora prodotto i budget annuali. Ma non basta. Quell’ipotesi di inglobare la farmaceutica ospedaliera nei Drg, lanciata lì quasi per caso dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, piace poco alle Regioni, convinte che la «boutade» finisca per addossare sui loro bilanci tutto lo sfondamento.

La proposta era stata illustrata dal sottosegretario nel corso del convegno di presentazione dello studio Astrid sull’industria del farmaco. L’idea sarebbe quella di estendere all’ospedalità pubblica il sistema di remunerazione a Drg, comprensivo del farmaco, applicato alle strutture private accreditate. L’obiettivo è di coinvolgere l’ospedale in un sistema che incentivi le modalità più efficienti. Una misura che in tandem con i piani di rientro introdotti con la legge di Stabilità 2016 potrebbe aiutare a superare il rosso profondo della spesa farmaceutica H. E che potrebbe fare il paio con un fondo ad hoc «extra-tetto» per i farmaci innovativi (non solo Epatite C) e forse anche con modifiche del meccanismo del pay-back. Sul rebus tetti, De Vincenti ha palesato la sua contrarietà al tetto unico ma si è detto favorevole a conservare quello per la territoriale. «Il tetto unico sarebbe un errore – spiega De Vincenti – perché le due dinamiche, della spesa territoriale e ospedaliera, sono profondamente diverse. La territoriale passa dall’intermediazione del medico e il sistema dei budget tiene da 7 anni. Non me lo giocherei». Ma le Regioni pensano invece ancora a due tetti (territoriale convenzionata, e non convenzionata tutta insieme) con valori diversi da oggi, ma a somma totale invariata. E vogliono vederci chiaro sull’innovatività. Tutto da decidere. Rendez vous dopo l’uovo di Pasqua.

Red.San.

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