Notiziario AIOM

FOCE: “IL VACCINO ANTICOVID PRIMA AI NOSTRI 11 MILIONI DI PAZIENTI. NUOVI FINANZIAMENTI E PERSONALE MEDICO PER RECUPERARE I RITARDI”

La richiesta è avanzata oggi dalla ConFederazione degli oncologi, cardiologi ed ematologi

“Va data priorità ai malati più fragili”. “Siamo al 4° posto al mondo per mortalità e al 15° posto in Europa per percentuale di Pil alla sanità”. “La pandemia ha dimostrato le conseguenze di anni di tagli indiscriminati”. “Incredulità e sconcerto per i 9 miliardi stanziati nel Recovery Fund”

Roma, 9 dicembre 2020 – Precedenza nell’ormai prossima somministrazione del vaccino anti Covid a tutti i pazienti fragili colpiti da patologie cardiovascolari, oncologiche ed ematologiche; nuovi ingenti finanziamenti alla sanità e nuovo personale medico che va preparato adeguatamente rispettando il percorso formativo previsto, riducendo i tempi della burocrazia e accelerando le procedure; definizione di percorsi chiari e condivisi per evitare le conseguenze catastrofiche di una terza ondata a gennaio, ponendo grande attenzione all’organizzazione sanitaria, al ritorno alla vita sociale, coinvolgendo realmente il territorio. FOCE, la Confederazione degli oncologi, cardiologi ed ematologi, lancia queste priorità per contrastare gli effetti della pandemia fra gli oltre 11 milioni di pazienti fragili che rischiano di essere vittime indirette del Covid, in una conferenza stampa virtuale. “Dobbiamo muoverci in fretta, come avremmo già dovuto fare al termine della prima emergenza, senza ulteriori rinvii e discussioni spesso inutili per affrontare i problemi esplosi nel nostro Paese a causa del Coronavirus – spiega il presidente Francesco Cognetti -. Gli alti tassi di mortalità da Covid, comunque declinati, che si registrano in Italia sono francamente preoccupanti. Nella classifica mondiale siamo al quarto posto (col Regno Unito) dopo Messico, Iran, Perù ed al primo in Europa. Il nostro sistema sanitario nazionale è in forte difficoltà e sta dimostrando tutta la sua fragilità in un momento estremamente difficile per l’intero Paese. Se la sanità non è in grado di fornire risposte adeguate, ciò è dovuto anche ad un sottofinanziamento di anni riservato a questo comparto della spesa pubblica che distanzia l’Italia nel confronto europeo. È giunto il momento di invertire decisamente la rotta e di avviare una non più rinviabile riorganizzazione della nostra rete di assistenza. Solo così potremo affrontare le numerose emergenze dirette e indirette determinate dal Coronavirus”. Siamo al primo posto in Europa col Regno Unito per mortalità fra i contagiati da Coronavirus col 3,5% e ci classifichiamo al quindicesimo posto a livello continentale per percentuale di PIL assegnata alla sanità: la media europea si attesta al 9,9% contro l’8,8% dell’Italia, senza considerare i contributi dei cittadini. Nel 2017, nel nostro Paese, sono stati spesi 153 miliardi di euro per la sanità contro i 369 della Germania e 260 per la Francia. Proprio per questo FOCE esprime incredulità e sconcerto per gli scarsissimi finanziamenti annunciati nel Recovery Fund, con meno del 5% del totale (9 miliardi) alla sanità, in assenza inoltre di decisione sull’acquisizione dei fondi Mes per questo settore.

“In molti discutono, in vista del prossimo, auspicato arrivo dei vaccini contro il Covid, di quali siano le priorità – sottolinea il vicepresidente Paolo Corradini –. Per FOCE va somministrato in primo luogo ai più fragili, cioè alle persone colpite da gravi patologie cardiovascolari, oncologiche ed ematologiche. Undici milioni di malati che, come ormai dimostrato da numerosi studi e dall’evidenza clinica, se colpiti presentano minori chances di superare l’infezione. Vanno tutelati al più presto, appena avremo la possibilità, per poi estendere, ovviamente, la vaccinazione a tutti. Tutele che vanno applicate anche nel mantenimento dei posti letto riservati a queste patologie e nella definizione assoluta di percorsi riservati covid free”. “Molti reparti di cardiologia e numerose Unità di Terapia intensive cardiologiche, invece, sono stati trasformati in reparti Covid e questo ha portato ad un’ulteriore difficoltà nella cura dei nostri pazienti – affermano il vicepresidente Ciro Indolfi e il segretario Francesco Romeo – con enormi problemi per chi è colpito, per esempio, da un infarto, scompenso, aritmie, tutte patologie tempo dipendenti. Con conseguenze inimmaginabili che ci riporteranno indietro di molti anni nella lotta alla prima causa di morte in Italia, con mortalità superiori rispetto ai 220mila decessi del 2019. Le reti della emergenza cardiologica devono essere preservate. Si può e si deve invertire questa spirale perversa”.

“Particolarmente urgente è anche l’avvio di massicce campagne di reclutamento di personale medico e delle professioni sanitarie – aggiunge il tesoriere Fabrizio Pane –. Dobbiamo recuperare ritardi, augurandoci almeno che anche per il 2021 ci siano i 5mila posti aggiuntivi di nuovi camici bianchi e si metta mano ad una seria riorganizzazione che favorisca l’ingresso di medici e infermieri nel nostro sistema sanitario nazionale”. Senza dimenticare l’assoluta necessità di riprendere gli screening oncologici. “In estate avevamo perso 1 milione e 400mila esami – spiega il vicepresidente Giordano Beretta –, fondamentali per la diagnosi precoce di neoplasie molto diffuse, come il tumore del seno e del colon retto. Ma questo numero si è ormai alzato a dismisura, perché gli screening non sono ancora ripartiti nella stragrande maggioranza della Penisola: comincia ad essere un tempo molto lungo col rischio di scoprire nel prossimo periodo neoplasie in fase avanzata. Non solo, almeno il 30 per cento degli interventi chirurgici (circa 400mila) e delle prestazioni sono saltati: dobbiamo sviluppare progetti seri e omogenei in tutto il Paese di telemedicina, favorire una maggiore integrazione con la medicina del territorio, sviluppare le reti oncologiche regionali”.

FOCE, nata per precisa volontà della Società di Cardiologia (SIC), di Ematologia (SIE), di Oncologia (AIOM), di Insieme contro il cancro e della Fondazione Cuore e Circolazione, ha avviato nelle scorse settimane un Tavolo Tecnico con il Governo per individuare nuove strategie a tutela di tutti i pazienti con tumori e patologie cardiache. Oltre ai maggiori investimenti sono stati individuati altri sette punti sui quali è necessario intervenire il prima possibile: netta separazione fra ospedali Covid e non Covid; rendere operative anche a livello ambulatoriale tutte le strutture di oncologia medica, cardiologia, ematologia; reclutamento di nuovi medici specialisti; riavvio completo e immediato degli screening oncologici; rilancio della medicina territoriale; utilizzo degli alberghi Covid per i positivi asintomatici e paucisintomatici e implementazione della telemedicina. “Dopo settimane particolarmente difficili, finalmente gli ultimi dati dimostrano che la contagiosità del virus sta diminuendo, anche se lentamente e non sarà possibile raggiungere il quasi azzeramento registrato dopo la prima ondata – sottolinea FOCE -. Non bisogna perciò abbassare la guardia soprattutto in vista delle vacanze natalizie e, quindi, invitiamo tutti a rispettare le regole stabilite dal Governo e dalle Regioni. Vanno utilizzati tutti i sistemi di protezione individuale ed evitati assembramenti, iniziando sin da subito a pianificare il prossimo futuro per evitare di ripercorrere gli errori della scorsa estate”.