Il tetto della spesa farmaceutica in ospedale che raddoppia, quello in farmacia che scende quasi del 40%. Uno stop secco all’equivalenza terapeutica e al momento nessuna traccia dell’acquisto di farmaci con sconti prezzo/volume.
Da Il Sole 24 Ore del 26-10-2016
È dalla voce “governance del settore farmaceutico” che arrivano le principali novità in materia sanitaria contenute nella bozza della manovra 2017. Ma anche sulla quantità e la distribuzione delle risorse il testo del Governo in via di limatura, riserva parecchie sorprese.
Intanto il Fondo sanitario nazionale: nel 2017 sarà di 113 mld (2 in più del 2016), incluso 1 mld a destinazione vincolata principalmente per i farmaci. Ma si precisa che nel 2018 le risorse saliranno a 114 mld e a 115 mld nel 2019, inclusivi di quel miliardo in più assegnato per il 2017. Da una parte le regioni ottengono la chance che chiedevano di una programmazione triennale, dall’altra non avranno dal 2018 in poi lo stesso incremento del 2017.
I fondi in più vanno per 500 mln ai farmaci oncologici, per altri 500 a quelli innovativi, ai vaccini per 100 mln (che diventano 127 mln nel 2018 e 186 dal 2018), e 75 mln (150 dal 2018) come concorso alle regioni per assunzioni e stabilizzazioni di personale precario. Non manca una stretta sulle procedure d’acquisto come contributo all’«efficientamento della spesa» sanitaria in materia di gare e di prezzi, un ruolo più pregnante dell’Agenzia per l’Italia digitale per l’e-ealth e per l’interoperabilità del fascicolo sanitario elettronico (Fse)..Come un giro di vite ulteriore per i piani di rientro degli ospedali, che scatteranno a partire da un deficit del 5% (oggi è il 10) dei ricavi, o almeno di 10 milioni. Un incentivo complessivo fino allo 0,1% dell’intero Fondo sanitario, invece, andrà a quelle regioni che abbiano attuato programmi di miglioramento della qualità e di allineamento ai Lea (livelli essenziali di assistenza).
Ed ecco la voce “farmaci”. Il tetto per la spesa farmaceutica ospedaliera (si chiamerà «spesa farmaceutica per acquisti diretti») sale dall’attuale 3,5% dell’intero finanziamento del Ssn al prossimo 7%, ma includerà anche i farmaci di classe A in distribuzione diretta e “per conto”. Il tetto della farmaceutica territoriale («tetto della spesa farmaceutica convenzionata») scenderà invece dall’11,35% al 7,85%. In totale, dunque, il valore dei due tetti resta a quota 14,85% dell’intero finanziamento del Ssn, ma con effetti distributivi e di utili tutti da verificare. Infine il sostanziale affossamento dell’equivalenza terapeutica, tanto voluta dalle regioni, azzerando la sostituibilità automatica tra farmaco biologico di riferimento o un suo biosimilare o tra biosimilari. Stop anche nelle procedure d’acquisto e nelle gare, che non potranno avere nello stesso lotto principi attivi differenti anche se con identiche indicazioni terapeutiche. Mano libera nella prescrizione, invece, viene concessa ai medici.
Di Roberto Turno
