Notiziario AIOM

Il biotestamento è legge. Gentiloni: scelta di civiltà. E i cattolici si spaccano

Al Senato regge l’asse Pd-M5S. Ira Cei: non tutela chi soffre

Da IL SECOLO XIX del 15-12-2017

Emma Bonino e Mina Welby si commuovono sui banchi del Senato riservato al pubblico. Il premier Paolo Gentiloni twitta la sua soddisfazione: «Una scelta di civiltà, un passo avanti per la dignità della persona». «Ma quanto tempo, quanta fatica per arrivare a una legge di umanità», si sfoga la leader radicale. Prima di pranzo l’aula di palazzo Madama con un lungo applauso dà il via libera definitivo alla legge sul biotestamento: 180 favorevoli, 71 contrari e sei astenuti. La legge, che consentirà alle persone di indicare quali trattamenti ricevere in caso di impossibilità a parlare e comunicare, passa grazie all’asse tra Pd, M5S e sinistre. E con una opposizione non troppo barricadera di Forza Italia, che ha lasciato libertà di coscienza ai suoi senatori.

I radicali festeggiano in piazza vicino al Parlamento. «Ora la legge sull’eutanasia», dice Marco Cappato. Per qualche ora il vasto arco del centrosinistra ritrova l’unità perduta. «Oggi l’Italia è un Paese più civile», dice Matteo Renzi. «Si è fatto un passo in avanti nella direzione della libertà e della consapevolezza dei diritti del malato. L’impegno adesso è accompagnare con cura e amore, e sempre maggiori risorse, chi vive la malattia». Roberto Speranza di Liberi e uguali ha gli stessi toni: «Una delle pagine migliori di questa legislatura. Da oggi ci sono più diritti e più libertà per tutti». E Luigi Di Maio: «Una norma di civiltà molto attesa. Siamo orgogliosi dell’apporto del M5S». Tra i più critici la Lega Nord, Giorgia Meloni, la capogruppo di Ap in Senato Laura Bianconi e Gaetano Quagliariello che parla di «via italiana all’eutanasia» e annuncia: «Il centrodestra cambierà questa legge». Ma la ministra della Sanità Beatrice Lorenzin lo stoppa: «Questa legge non è l’eutanasia».

La Cei si dissocia dal coro: «Non possiamo riconoscerci in questo testo», spiega il direttore dell’Ufficio Cei per la Salute, don Massimo Angelelli: «Una norma che tutela i medici e le strutture sanitarie, ma sembra poco efficace nella tutela dei sofferenti». «È un testo fragile, difficilmente applicabile e con molte lacune. A cominciare dal riscontro della veridicità delle Disposizioni del paziente. Ci saranno enormi conflitti interpretativi, mi chiedo se si tratti di una norma costituzionale». «Una forte probabilità di ricorso all’obiezione di coscienza», attacca il vicepresidente dell’Associazione medici cattolici italiani (Amci), Giuseppe Battimelli, esprimendo «rammarico e contrarietà». Ma i medici cattolici di Milano prendono le distanze e «salutano con favore» le nuove norme su biotestamento.

di Andrea Carugati


La nuova legge
Biotestamento, i punti principali

CONSENSO DEL PAZIENTE
Nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito senza il consenso libero e informato della persona interessata

MINORI
Il consenso è espresso dai genitori o dal tutore o dall’amministratore di sostegno, tenuto conto della volontà dello stesso minore

DISPOSIZIONE ANTICIPATA DI TRATTAMENTO (DAT)
In previsione di una eventuale futura incapacità di autodeterminarsi, ogni persona maggiorenne capace di intendere e volere può esprimere le proprie convinzioni in materia di trattamenti sanitari nonché il consenso o il rifiuto rispetto a scelte diagnostiche o terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari, comprese nutrizione e idratazione artificiali. Le volontà sono revocabili

DEPOSITO DELLA DAT
Deve essere redatta per atto pubblico o per scrittura privata, autenticata dal notaio o da altro pubblico ufficiale o da un medico del Ssn o convenzionato

RESPONSABILITÀ DEL MEDICO
La Dat è vincolante per il medico che è esente da responsabilità

PIANIFICAZIONE DELLE CURE
Può essere realizzata una pianificazione delle cure condivisa tra il paziente e il medico, alla quale il medico è tenuto ad attenersi

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