Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha aperto ieri la cerimonia inaugurale del XVIII Congresso AIOM, che si sta caratterizzando per una presenza istituzionale particolarmente importante: domani, infatti, vedrà l’intervento del premier Matteo Renzi.
Il ministro Lorenzin ha sottolineato l’importanza del principio universalistico che contraddistingue il sistema sanitario del nostro Paese, che ne ha fatto un obiettivo sociale ed etico. “Un obiettivo – ha tenuto a evidenziare – non così scontato nel resto del mondo (Europa compresa)”. La garanzia del diritto alla salute, declinato nell’accesso alle migliori cure per tutti i cittadini, indifferentemente dalla regione in cui risiedono, “è una questione di civiltà e di democrazia”.
Affermazioni che si inseriscono in un contesto di forte cambiamento: “Il mondo della medicina sta cambiando così velocemente che dobbiamo essere in grado di cambiare i processi organizzativi con la stessa velocità, motivo per cui i LEA, i livelli essenziali di assistenza, devono essere aggiornati anno per anno”, ha affermato il ministro. La Lorenzin ha tenuto a sottolineare anche il momento positivo che sta vivendo il sistema sanitario nazionale, citando l’aumento di due miliardi del fondo previsto dalla legge di stabilità “che ci permette di affrontare più serenamente gli obiettivi che ci siamo proposti” riferendosi a quel Patto della Salute che ha sancito dal 2014 un nuovo percorso programmatico del Sistema sanitario, ma anche e soprattutto una maggiore attenzione al paziente, che deve essere al centro di questo sistema. Obiettivi raggiungibili con una diversa ottica di spending, dove la logica dei tagli lineari ha lasciato il posto a quella della riduzioni degli sprechi, per liberare risorse da reinvestire nel Sistema sanitario, vincolandole in fondi, come quello dei farmaci innovativi dedicato all’epatatie C, e il neonato fondo per gli innovativi oncologici.
“Il cancro è in aumento, ma oggi, grazie alla prevenzione, alle reti oncologiche, al lavoro della ricerca, si guarisce sempre di più. Le nuove terapie consentono di aumentare le guarigioni, di cronicizzare la malattia o di regalare qualche anno in più”.
Il ministro ha infine citato il “Patto contro il cancro” recentemente proposto da Aiom, un’alleanza tra oncologi, governo e istituzioni per dare ai pazienti risposte concrete garantendo una strategia unitaria per il controllo dei tumori: “Mi piace molto il Patto contro il cancro, perché in linea con il Patto della salute. E’ un Patto sulla completa presa in carico del paziente in ogni fase della sua malattia, ma anche della sua famiglia, che condivide con lui un drammatico momento”.
