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Il tumore negli adolescenti

Il dato che induce a essere moderatamente ottimisti è quello che vede in crescita la sopravvivenza a cinque anni: sia per i bambini sia per gli adolescenti colpiti da un tumore. Ma questi ultimi, assieme ai giovani adulti, continuano a essere più sfortunati rispetto ai pazienti più piccoli, se colpiti dalla stessa neoplasia

Da LA STAMPA.it del 18-6-2016

È questa l’istantanea che emerge da uno studio pubblicato su The Lancet Oncology, coordinato dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, con la collaborazione dei colleghi dell’Università di Torino e dei gruppi di ricerca di oncologi pediatri di Oxford (Gran Bretagna) e Nancy (Francia).

SOPRAVVIVENZA (PER TUTTI) IN AUMENTO
I ricercatori hanno preso in esame i dati del progetto EUROCARE-5, mirato a valutare la sopravvivenza per le malattie oncologiche in tutte le età. L’ultima rilevazione effettuata ha fatto riferimento ai pazienti diagnosticati tra il 2000 e il 2007 e seguiti almeno fino al 2008. Nel report – stilato attingendo ai dati estratti dai registri tumori dei 27 Paesi europei – sono stati confrontati i tassi di sopravvivenza rilevati nei bambini (0-14 anni), tra adolescenti e giovani adulti (15-39 anni) e adulti (40- 69 anni). S’è proceduto così alla stima della sopravvivenza oltre cinque anni per un totale di quasi quattro milioni di pazienti: tra cui poco più di cinquantaseimila bambini e 312mila adolescenti. Il confronto, tra le due categorie, è avvenuto per 19 tipologie di tumore. È emerso che, in linea generale, i pazienti giovani che sopravvivono al cancro sono di più rispetto al passato. Il dato complessivo dice che la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi nel periodo 2005-2007 è stata raggiunta dall’82 per cento degli adolescenti e dei giovani adulti colpiti dalla malattia (rispetto al 79 per cento del periodo 1999- 2001). Mentre nei bambini si è passati dal 76 al 79 per cento, confrontando gli stessi bienni. «Questa è la buona notizia, che segna anche un punto di rottura rispetto a quanto osservato fino al 1990», afferma Annalisa Trama, ricercatore del dipartimento di epidemiologia valutativa dell’istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Ma rispetto a otto neoplasie – leucemie linfoidi e mieloidi acute, linfomi di Hodgkin e Non Hodgkin, sarcoma di Ewing, rabdomiosarcoma, osteosarcoma e astrocitoma – diffuse in maniera omogenea nei primi anni di vita e nel successivo prosieguo, gli adolescenti continuano ad avere minori chance di sopravvivenza rispetto ai bambini.

GLI ADOLESCENTI SONO PAZIENTI «SPECIALI»
Difficile trovare una spiegazione incontrovertibile al dato rilevato. Di sicuro, però, c’è che gli adolescenti – poco più di mille quelli che ogni anno scoprono di avere un tumore tra le scuole medie e superiori – si trovano in una terra di mezzo, per quel che riguarda le cure. Oltre i 14 anni, infatti, vengono quasi sempre esclusi dai reparti di oncologia pediatrica e seguiti come se fossero adulti. Ma i tumori che colpiscono entro la maggior età fanno storia a sé – oltre a quelli tipici dell’età pediatrica, si osservano i carcinomi della tiroide, i melanomi, i carcinomi della pelle e del nasofaringe – e richiedono cure mirate, che in Italia vengono portate avanti all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e al Centro di Riferimento Oncologico di Aviano (Pordenone). A rendere complessa la gestione di questi pazienti, oltre alla penuria di studi clinici specifici e di linee guida per il trattamento, è anche il ritardo diagnostico. Gli adolescenti «sfuggono» sia alle maglie del pediatra sia degli specialisti: ecco perché i percorso di cura diventa più tortuoso, nel momento in cui si diagnostica un tumore.

TUMORI AL SENO E ALLA PROSTATA PIU’ AGGRESSIVI IN GIOVANE ETA’
L’indagine epidemiologica ha svelato un altro particolare interessante. A parità di diagnosi – il confronto è stato effettuato su 27 neoplasie – gli adolescenti e i giovani adulti hanno in genere chance di sopravvivenza più alte rispetto agli adulti. Questo perché l’assenza di altri problemi di salute migliora l’aderenza e la risposta alle terapie. Ci sono soltanto due tumori che spaventano di più, se diagnosticati in giovane età: quelli al seno e alla prostata, i più diffusi tra le donne e gli uomini, rapportando i dati al sesso dei pazienti. Un riscontro che i ricercatori si sono spiegati con «la maggiore aggressività di queste due malattie nei pazienti più giovani – chiosa Trama -. Quando queste due malattie vengono scoperte prima dei quarant’anni, sono quasi sempre in fase avanzata e risultano più difficili da curare».

Di Fabio Di Todaro

 

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