Notiziario AIOM

La povertà sanitaria è in crescita

In 577mila aiutati dal banco farmaceutico: +37% dal 2015

Da Avvenire dell’11-11-2016

Gli esperti la chiamano «povertà sanitaria». Una definizione quasi asettica per individuare una realtà drammatica e, purtroppo, in crescita. Perché sono sempre di più le persone che non hanno soldi abbastanza per curarsi quando serve: un fenomeno che coinvolge il 6,1% delle famiglie italiane (l’anno scorso erano il 5,7). A rivelarlo è il rapporto 2016 del Banco farmaceutico Donare per curare. Povertà sanitaria e donazione di farmaci, uno studio che si è avvalso del contributo del comitato scientifico composto da Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute Cei, Acli, Associazione Medicina e Persona, Unitalsi e Caritas Italiana.

Secondo i dati nel 2016 è aumentata dell’8,3% la richiesta di medicinali da parte dei 1.663 enti assistenziali sostenuti dall’organizzazione: le confezioni di farmaci richieste in occasione della Giornata di raccolta (che si è svolta il 13 febbraio) sono state 994mila. Gli utenti complessivi sono cresciuti nel 2016 del 37,4%. Quest’anno gli enti sostenuti da Banco Farmaceutico hanno aiutato oltre 557mila persone, il 12% dei poveri italiani.

«Le famiglie che hanno problemi ad affrontare le cure aumentano con un passo superiore alla nostra capacità di rispondere – sottolinea Paolo Gradnick, presidente della Fondazione Banco farmaceutico onlus – e serve quindi uno sforzo in più per un vero salto di qualità. L’auspicio è che i recenti provvedimenti adottati dal Parlamento per favorire la donazione dei farmaci di recupero risultino realmente efficaci». Ogni famiglia spende in media 682 euro l’anno per curarsi, ma tra i poveri la cifra scende a 123. Non sono solo i poveri (4,6 milioni) a tirare la cinghia sulla salute: oltre 12 milioni di italiani hanno infatti limitato il numero di visite e accertamenti. I problemi di accesso alle cure si fanno sempre più evidenti anche tra le organizzazioni caritatevoli, come sottolinea Monica Tola di Caritas italiana. «Anche tra le persone che si rivolgono ai nostri sportelli abbiamo registrato un incremento di interventi in ambito sanitario – afferma la responsabile – e molto spesso arrivano al centro di ascolto senza esplicare il bisogno, mai nostri operatori riescono a intercettarlo». Tra le cure troppo care, quelle dentistiche e pediatriche: «Famiglie ricorrono al “prestito della speranza” della Cei solo per poter curare i propri figli». Trai migranti, per Silvano Cella dell’Osservatorio donazione farmaci, crescono «le famiglie in fuga dai conflitti: tra i bambini infezioni respiratorie e gastrointestinali, spesso per le condizioni alloggiative. Tra gli adulti malattie croniche e endocrinometaboliche». (L.Liv.)

 

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