Notiziario AIOM

La richiesta di Ema: una sede adeguata in tempi brevi

“Evitare interruzioni del lavoro”. L’esigenza dell’Agenzia favorisce Milano. Il 20 la decisione

Da CORRIERE DELLA SERA Milano dell’8-11-2017

Silenzio, parla Ema. A meno di due settimane dal voto che sancirà la nuova sede dell’Agenzia del farmaco, l’European Medicines Agency affida a una nota le sue esigenze in vista del trasferimento. «Spostare una grande organizzazione come l’Ema in una nuova sede è un’impresa impegnativa In qualsiasi circostanza — sottolinea Ema —. È resa ancor più complessa dall’ambizioso calendario determinato dal ritiro del Regno Unito dall’Unione Europea il 30 marzo 2019. Una collaborazione efficace tra l’Ema e il nuovo paese ospitante sulla base degli impegni assunti è essenziale per il successo del trasferimento in una nuova sede e la continuità nell’attività di Ema. Creando un’adeguata struttura di governance comune per guidare e sorvegliare questo impegnativo progetto, Ema e il nuovo paese ospitante lanceranno la loro collaborazione».

Come si legge, la prima preoccupazione e «il tema più urgente» per Ema riguarda il fatto che la città ospitante sia in grado di fornire una sede adeguata in tempi brevi per evitare interruzioni nel lavoro dell’Agenzia. «Molti passaggi amministrativi — continua Ema — devono essere fatti prima che il lavoro sul nuovo edificio possa iniziare. Ad esempio, i piani di costruzione di Ema devono essere approvati dalle autorità locali, dal consiglio di amministrazione di Ema e dall’autorità di bilancio dell’Ue. Questo processo richiede tra i sei e gli otto mesi. L’adattamento da solo di un edificio che soddisfa i requisiti di Ema dovrebbe durare tra i 12 e i 15 mesi. A causa del calendario stretto, Ema, insieme alle istituzioni europee e al nuovo paese ospitante, dovrà esplorare soluzioni funzionali per accelerare i processi di approvazione e consentire il lavoro da svolgere in parallelo, piuttosto che in sequenza».

Milano, da questo punto di vista, ha tutte le carte in regola, avendo messo sul piatto il Pirellone. Altre città date per favorite come Amsterdam, invece, devono costruire la nuova sede partendo da zero. Stessa situazione di Bratislava. Copenaghen offre due torri che però devono essere riadattate, mentre Vienna ha diverse ipotesi che però non incontrano tutti i requisiti chiesti da Ema. Il 20 novembre, il responso. 

M.Gian

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