Notiziario AIOM

La strategia Ue contro i tumori legati al lavoro

Nuovi limiti all’esposizione a 13 sostanza cancerogene possono ridurre il rischio di malattia per 20 milioni di lavoratori

Da Avvenire del 15-5-2016

Poco più di due mesi fa la Commissione ha avviato un ampio dibattito in tutta Europa sui valori e sui diritti sociali nel contesto attuale, con l’aspirazione di costruire un pilastro europeo dei diritti sociali e creare un’Europa degna di una “tripla A” sociale. Conquistare questa “tripla A” sociale significa migliorare la vita quotidiana dei nostri cittadini tenendo conto di sviluppi quali la globalizzazione, la trasformazione dei modelli di organizzazione del lavoro e l’invecchiamento della società. Significa anche migliorare le condizioni di lavoro in modo che i lavoratori godano di una migliore protezione dagli infortuni e dalle malattie professionali. La salute dei lavoratori deve essere salvaguardata lungo l’intero arco della vita lavorativa ed è esattamente questo lo scopo della mia proposta: rafforzare le norme Ue che riducono il rischio di esposizione professionale a sostanze chimiche cancerogene.

Il cancro costituisce il principale fattore di rischio per la salute dei lavoratori nell’Unione europea. Si tratta sicuramente di una malattia dalle cause complesse, ma almeno la nostra risposta dovrebbe essere semplice. Dovremmo ridurre o eliminare l’esposizione dei lavoratori alle sostanze chimiche che causano la malattia.

È per questo motivo che ho proposto di introdurre nuovi limiti di esposizione relativi a 13 sostanze chimiche cancerogene sul luogo di lavoro. Attualmente circa 20 milioni di lavoratori dell’Ue sono esposti ad almeno una di queste sostanze chimiche. La mia proposta può salvare 100mila vite umane nei prossimi 50 anni e risparmiare a un numero molto maggiore di persone le sofferenze e i costi economici del cancro. Il mio obiettivo fondamentale è proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori europei, ma questa proposta produrrà benefici anche per i datori di lavoro, gli Stati membri e l’economia nel suo complesso. I datori di lavoro potranno proteggere meglio i lavoratori, ossia fare ciò che a mio avviso la maggior parte di loro ha veramente a cuore. Disporranno di parametri di riferimento concreti e misurabili rispetto ai quali verificare il rispetto delle norme e potranno avvalersi più a lungo dei loro lavoratori qualificati in buona salute. Per gli Stati membri i vantaggi deriveranno dal fatto che la proposta ridurrà la spesa sanitaria per trattamenti di cura e riabilitazione. L’economia nel suo insieme infine trarrà beneficio dalla maggiore produttività dei lavoratori e dall’alleggerimento della pressione sulle finanze pubbliche.

Il rischio zero non esiste né nella vita in generale né sul luogo di lavoro. Tuttavia quando è possibile ridurre il rischio e salvaguardare la vita dei lavoratori è nostro dovere agire. E’ quanto sto facendo con la presente proposta e continuerò a impegnarmi prioritariamente per stabilire nuovi limiti di esposizione per altre sostanze chimiche. Intendo far sì che l’Europa continui a dettare, a livello mondiale, lo standard per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, sulla base di dati scientifici e di un dialogo intenso con le parti sociali.

Di Marianne Thyssen
Commissaria europea per l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori

 

 

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