Oms, 6mln di morti l’anno per fumo, aumento prezzi sigarette per risparmiare miliardi
Misure controllo e tasse tabacco salverebbero milioni vite
Da ANSA.it del 10-1-2017
Attuare una convinta politica di controllo “anche attraverso le tasse sul tabacco e l’aumento del prezzo delle sigarette” può far risparmiare agli Stati “miliardi di dollari e salvare milioni di vite”.
E’ l’ultimo monito contro il fumo che arriva dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) e dal National Cancer Institute degli Stati Uniti, nel rapporto ‘The economics of tobacco and tobacco control’. Tali misure “possono ridurre significativamente l’uso del tabacco e proteggere la salute dai grandi ‘killer’ mondiali come cancro e malattie cardiache”. Oggi, ricorda l’Oms, circa 6 milioni di persone muoiono ogni anno a causa dell’uso di tabacco e la maggioranza delle vittime è nei paesi in via di sviluppo. Se non controllata, “l’industria del tabacco e l’impatto mortale dei suoi prodotti – avverte l’Oms – costano alle economie del mondo più di mille miliardi di dollari annualmente in spese sanitarie e perdita di produttività”. Al contrario, misure di controllo porterebbero, secondo l’Oms, a maggiori guadagni per gli Stati e ad un calo del 9% dei fumatori.
Nel Rapporto, di circa 700 pagine, l’Oms afferma che “i ricavi annuali dalle accise dalle sigarette potrebbero globalmente aumentare del 47%, pari a 140 mld di dollari, se tutti i paesi aumentassero le accise di circa 0.80 dollari per pacchetto”. Inoltre, rileva l’Oms, “questo aumento della tassazione aumenterebbe i prezzi al dettaglio delle sigarette di circa il 42%, portando ad una diminuzione dei fumatori pari al 9% pari a 66 mln di fumatori adulti in meno”.
L’Organizzazione mondiale della sanità sottolinea anche come misure di controllo sul tabacco “non danneggiano l’economia”: “il numero di posti di lavoro collegati al tabacco è diminuito in molti Paesi, soprattutto per l’innovazione tecnologica e la privatizzazione delle aziende manifatturiere una volta statali” e programmi di coltivazione in sostituzione del tabacco “offrono ai coltivatori opzioni alternative”.
Oms: “In fumo mille miliardi”. L’ultimo allarme sulle sigarette
Cresce la spesa pubblica per i danni da tabacco. Il rimedio? Innalzare i prezzi dei pacchetti del 40%
Da la Repubblica dell’11-1-2017
Sei milioni di morti all’anno nel mondo per i danni provocati dal fumo: se non ci sarà un’inversione di tendenza, nel 2030 saranno 8 milioni. La ricetta dell’Oms, presentata ieri in un volume di 700 pagine, è chiara: politiche di controllo adeguate, che prevedano l’aumento delle tasse su tabacco e sul prezzo delle sigarette. Gli Stati potrebbero così risparmiare «più di mille miliardi di dollari, abbattendo costi sanitari e perdita di produttività, oltre a salvare milioni di vite».
Insieme al National Cancer Institute degli Stati Uniti, l’Organizzazione mondiale della sanità, ha raccontato nel rapporto The economics of tobacco and tobacco control quali strategie debbano essere utilizzate per sconfiggere le sigarette. Partendo dai numeri.
Nel mondo, i fumatori sopra ai 15 anni sono 1,1 miliardi e l’80% vive nei paesi poveri o in via di sviluppo. La dipendenza dal fumo rappresenta una delle principali cause di morte evitabili. Secondo l’Oms, l’adozione di misure adeguate potrebbe ridurre l’uso del tabacco e proteggere la salute di milioni di persone dalle patologie collegate al fumo, tra cui tumori e malattie cardiache.
Tutte malattie che hanno un impatto economico pesante sui sistemi sanitari del mondo. «L’industria del tabacco produce e commercializza prodotti che uccidono milioni di persone prematuramente e derubano le famiglie di finanze che avrebbero potuto essere utilizzate per il cibo e l’istruzione – spiega Oleg Chestnov, vice direttore generale dell’Oms per le malattie non trasmissibili e la salute mentale – imponendo costi sanitari immensi su nuclei familiari, comunità e paesi».
Posizione dura, quella dell’Oms, e non nuova, visto che anche all’ultimo congresso internazionale dell’Iaslc, la conferenza mondiale sul tumore al polmone, Vera da Costa e Silva, del gruppo di controllo del tabacco dell’Oms, ha accusato le multinazionali di influenzare le leggi e finanziare studi a loro favore. Con l’obiettivo di non essere messe all’angolo.
Adeguate misure di controllo – infatti – porterebbero agli Stati maggiori guadagni e garantirebbero un calo del numero totale dei fumatori pari al 9%. Nel rapporto l’Oms sostiene inoltre che «i ricavi annuali ottenibili dal commercio delle sigarette potrebbero globalmente salire del 47%, se tutti i paesi aumentassero le accise di circa 0,80 dollari per pacchetto». E che «una maggiore tassazione farebbe salire i prezzi al dettaglio delle sigarette di circa il 42%, portando ad una diminuzione dei fumatori pari a circa 66 milioni di adulti in meno».
Negli ultimi 15 anni molto è stato fatto nella lotta al tabagismo, ma sono necessarie altre azioni. E allargare gli interventi al fumo passivo, aumentando le restrizioni nei luoghi pubblici. Altro importante obiettivo sono i giovani, che in alcuni paesi hanno cominciato a fumare sempre di più. Per l’Oms servono campagne di informazione nelle scuole per diffondere una maggiore consapevolezza. Come sta facendo il piccolo Stato del Nicaragua, guidato da un presidente oncologo, che è riuscito a sconfiggere il gigante Philiph Morris, che l’aveva chiamato in causa per politiche antitabacco troppo aggressive.
Di Valeria Pini
I costi del tabagismo:
8 milioni l’anno nel mondo i decessi causati dal fumo nel 2030 (previsione Oms).
Oggi sono stimati in 6 milioni l’anno.
1.000 miliardi di dollari i costi annuali del fumo
269 miliardi di dollari i proventi dalla tassazione sul tabacco (2013-2014)
-9% il calo previsto dei fumatori se si adottassero misure più severe, aumentando per esempio il prezzo delle sigarette del 42%.
L’80% dei fumatori vive in Paesi poveri o in via di sviluppo.
226 milioni i fumatori poveri
25 milioni i giovani che fumano nel mondo
10% i decessi causati dal fumo tra le persone adulte
L’Intervista a Roberta Pacifici (Iss)
“Non solo tasse ma leggi coraggiose e campagne come in Australia”
Da la Repubblica dell’11-1-2017
Aumentare la tassazione, certo. Ma da sola, è una misura che non basta. «Il modello da seguire» spiega Roberta Pacifici, responsabile dell’Osservatorio fumo, alcol e droga dell’Istituto superiore di sanità «è quello dell’Australia, che ha il più basso numero di fumatori al mondo».
Come ci è riuscita?
«Con tante campagne e interventi legislativi coraggiosi. L’aver cancellato dal pacchetto di sigarette il nome del produttore e aver piazzato foto dei danni delle sigarette sui fumatori è un messaggio molto forte. Ma i divieti, da soli, non funzionano. Servono strategie diverse, tutte insieme».
La lotta al fumo è però prerogativa dei paesi ricchi…
«Non c’è dubbio. Nei paesi in via di sviluppo c’è una minore attenzione verso la salute e le multinazionali del tabacco, approfittando dell’assenza di divieti, stanno investendo in campagne pubblicitarie che incentivano i consumi».
Mentre nei paesi occidentali studiano prodotti con impatto minore sulla salute.
«Non è un caso che negli Stati Uniti, e anche in Europa, dove le battaglie antifumo sono incisive e coordinate, c’è una corsa ad arrivare sul mercato con prodotti di nuova generazione, presentati in veste salutistica».
E invece non lo sono?
«Credo molto nella riduzione del danno ma, come rappresentante della salute pubblica, devo avere elementi certi per poter dire che questi dispositivi possono essere usati con serenità. E quindi vorrei vedere studi indipendenti, corretti, scientificamente inoppugnabili. Perché non vorrei che dietro la logica della riduzione del danno si mascheri la ricerca di un nuovo mercato fatto di persone che non avrebbero fumato».
di Elvira Naselli
Fumo, 6 milioni di morti all’anno. L’Oms chiede un aumento dei prezzi
Misure di controllo e tasse sulle sigarette salverebbero milioni di vite. L’impatto mortale del tabacco costa alle economie del mondo più di mille miliardi di dollari all’anno in spese sanitarie e perdita di produttività
Da CORRIERE DELLA SERA.it del 10-1-2017
Attuare una convinta politica di controllo «anche attraverso le tasse sul tabacco e l’aumento del prezzo delle sigarette» può far risparmiare agli Stati «miliardi di dollari e salvare milioni di vite». È l’ultimo monito contro il fumo che arriva dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) e dal National Cancer Institute degli Stati Uniti, nel rapporto «The economics of tobacco and tobacco control». Tali misure «possono ridurre significativamente l’uso del tabacco e proteggere la salute dai grandi `killer´ mondiali come cancro e malattie cardiache».
L’impatto del tabacco su spese sanitarie e produttività
Oggi, ricorda l’Oms, circa 6 milioni di persone muoiono ogni anno a causa dell’uso di tabacco e la maggioranza delle vittime è nei paesi in via di sviluppo. Se non controllata, «l’industria del tabacco e l’impatto mortale dei suoi prodotti – avverte l’Oms – costano alle economie del mondo più di mille miliardi di dollari annualmente in spese sanitarie e perdita di produttività». Al contrario, misure di controllo porterebbero, secondo l’Oms, a maggiori guadagni per gli Stati e ad un calo del 9% dei fumatori.
Con l’aumento della tassazione calerebbero del 9% i fumatori
Nel Rapporto, di circa 700 pagine, l’Oms afferma che «i ricavi annuali dalle accise dalle sigarette potrebbero globalmente aumentare del 47%, pari a 140 mld di dollari, se tutti i paesi aumentassero le accise di circa 0.80 dollari per pacchetto». Inoltre, rileva l’Oms, «questo aumento della tassazione aumenterebbe i prezzi al dettaglio delle sigarette di circa il 42%, portando ad una diminuzione dei fumatori pari al 9% pari a 66 mln di fumatori adulti in meno».
L’Organizzazione mondiale della sanità sottolinea anche come misure di controllo sul tabacco «non danneggiano l’economia»: «il numero di posti di lavoro collegati al tabacco è diminuito in molti Paesi, soprattutto per l’innovazione tecnologica e la privatizzazione delle aziende manifatturiere una vota statali» e programmi di coltivazione in sostituzione del tabacco «offrono ai coltivatori opzioni alternative».
Di Redazione Salute
