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L’America sfida il cancro: sarà come la conquista della Luna

Il vicepresidente Joe Biden ha presentato il nuovo programma di lotta ai tumori nel corso dell’annuale convegno americano di oncologia medica a Chicago

Da CORRIERE DELLA SERA.it del 7-6-2016

L’America ci riprova e lancia la Cancer Moonshot Initiative. Un’impresa paragonabile, per l’impegno, allo sbarco sulla Luna, ma che questa volta ha come obiettivo la sconfitta del cancro. È il vice presidente degli Stati Uniti, Joe Biden a parlarne a Chicago, alla platea delle centinaia di oncologi da tutto il mondo che partecipano all’Asco, l’annuale congresso americano di oncologia medica. È lui che Barak Obama ha nominato Comandante della missione.

Beau Biden
«Dobbiamo far sì che l’America sia il Paese capace di trovare una cura per il cancro, una volta per tutte» aveva detto il presidente Barack Obama nel gennaio scorso, durante il suo discorso sullo stato dell’Unione. Joe Biden era già al lavoro, motivato dalla perdita del figlio Beau per un tumore cerebrale, dopo aver rinunciato a correre per le elezioni presidenziali. «La scienza ha oggi gli strumenti per vincere la sfida – ha detto Biden a Chicago – Possiamo progredire molto rapidamente se troviamo una maggior collaborazione fra ricercatori, industrie farmaceutiche e biotecnologiche ed istituzioni e promuoviamo un maggior scambio di informazioni. Occorre rendere pubbliche certe ricerche, invitare le industrie a collaborare fra loro nello sviluppo di nuovi farmaci, abbattere le barriere fra le diverse discipline accademiche».

l precedente di Nixon
L’ iniziativa sostenuta da Obama non è la prima. Già nel 1971 il presidente americano Richard Nixon, firmando il National Cancer Act, aveva dichiarato Guerra al cancro, ipotizzando che potesse essere vinto nel giro di una ventina d’anni. Non è successo, anche se oggi i tumori uccidono meno che in passato, molti possono quasi diventare una malattia cronica e alcuni addirittura guarire. In questi 45 anni, però, molte cose sono cambiate e le nuove scoperte scientifiche, combinate con le innovazioni tecnologiche, spingono all’ottimismo. La lettura del genoma umano e di quello dei tumori ha dimostrato che il cancro è una malattia del Dna.

Immunoterapia
Le nuove immunoterapie che attivano il sistema immunitario sono fra le più potenti mai entrate in clinica e permettono, oggi, di affrontare tumori prima intrattabili. La bioinformatica, capace di analizzare un’enorme mole di dati, può offrire nuovi modelli per predire la progressione dei tumori e la risposta alle terapie. Ma ci sono ostacoli che vanno superati. Ribadisce Biden a Chicago: «Credo che occorra un grande impegno nazionale per mettere fine al cancro come lo conosciamo oggi. Dobbiamo stimolare la ricerca, promuovere la prevenzione e la diagnosi precoce e soprattutto, migliorare l’accesso alle cure per i pazienti».

Stanziamenti
Il Governo americano ha stanziato, per questa iniziativa, un miliardo di dollari per il 2016 e 195 milioni andranno subito ai National Institutes of Health (Nih) per nuove attività. Il prossimo anno, altri 755 milioni saranno destinati in parte ancora all’Nih e in parte alla Food and Drug Administration (Fda) l’ente federale per il controllo dei farmaci. Anche il Dipartimento della difesa aumenterà gli investimenti per quei centri di eccellenza che studieranno specifiche forme di cancro. Intanto Biden, a Chicago, ha annunciato, come prima iniziativa del programma, che sarà reso pubblico un data base dell’Nci (il National Cancer Institute): il Genomic Data Commons che contiene informazioni e dati clinici (per ora si tratta di dati grezzi) di 12 mila pazienti, delle terapie con cui sono state trattate e delle loro risposte. Un primo sforzo nell’ottica della trasparenza.

di Adriana Bazzi, inviata a Chicago

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