Notiziario AIOM

L’indebitamento delle Asl va a quota 56,5 miliardi

Da Il Sole24 ORE Sanità del 18-7-2017

E’ la classica slavina che scende, a valle, che si ingrossa e finisce inevitabilmente per creare seri imbarazzi di gestione ai sistemi sanitari locali. L’indebitamento complessivo degli enti del Ssn si conferma essere un moloch difficile da scalfire. Un macigno resistente, resistentissimo, che nel 2015 ha toccato i 56,65 mld, con una crescita di ben il 16% rispetto a un anno prima.

Un cattivo, anzi un pessimo segnale, considerato che invece nel quadriennio 2012-2015 s’è ridimensionato dell’8,43%. Ma adesso è tornato indietro, ha ripreso inesorabilmente a risalire, facendo segnare in termini assoluti un aumento in dodici mesi di poco più di 8 mld.

Senza dire che la voce comprende l’altro moloch, quello dei debiti verso i fornitori del Servizio sanitario nazionale: sempre nel 2015 era di 22,9 mld. Anche in questo caso, arrestando la corsa fatta registrare gli anni prima verso la riduzione: rispetto al 2014 è sceso appena di 200 mln circa, dopo che dal 2012 era diminuito di 15 mld. Insomma, i fornitori possono attendere. Vecchia storia

Foto di gruppo. É la fotografia consegnata dalla Corte dei conti nel rapporto sulla finanza regionale al 2015, appena inviata al Parlamento. E chissà che ne farà, viene da dire. Una relazione che ripete i giudizi tutto sommato positivi raggiunti di questi anni dal Ssn, a cominciare dal netto calo dei disavanzi, dagli interventi (in taluni casi tentativi, neppure ancora risolutivi) nelle Regioni in piano di rientro o sotto lo schiaffo del commissariamento. Buoni giudizi che la magistratura contabile fotografa anche sulla base di rapporti europei e di apposite “classifiche”, senza trascurare la segnalazione del basso livello di spesa sanitaria pro-capite in Italia rispetto ai nostri partner Ue. Così il debito. L’indebitamento complessivo degli enti Ssn anche verso la Regioni e gli altri enti, è stato nel 2015 di 56,65 mld. Quello delle Regioni ordinarie era di 51,4 mld, il 20,7% in più del 2014, e quello delle Regioni a statuto speciale di 5,2 mld (-12,78%). Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Toscana e Lazio rappresentano circa il 68% del totale del debito. Quanto invece al debito verso i fornitori – 22,89 mld – 20 mld sono in carico alle Regioni ordinarie (-0,77% sul 2014), mentre 2,84 mld (-1,39% rispetto al 2014) gravava sulle spalle di quelle a statuto speciale. Il calo complessivo rispetto all’anno prima è stato dello 0,85%, un netto ridimensiona-mento rispetto al calo del 33% fatto segnare dal 2011 al 2014.

Red.San.

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