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Lorenzin, con la riforma il Patto salute si farà al Senato

Vade retro sistema delle Intese, onnipresenza regionale,titolo V che tutto allunga, tutto differisce, tutto ritarda, tutto complica

Da Sanità24 – Il Sole 24 ORE del 12-2-2016

Beatrice Lorenzin benedice a pieno titolo la riforma del Senato targata Renzi-Boschi. Ne riconosce potenzialità e capacità di fare unità della salute in tutta Italia. Tagliando alla radice il meccanismo odierno delle Intese che di fatto, a causa dell’impianto legislativo attuale, ha rappresentato un vulnus per l’unità sanitaria.

Basta perdite di tempo in Conferenza Stato-Regioni
Tanto che, nell’audizione di mercoledì nella bicamerale sulle questioni regionali, afferma di ritenere che «la riforma costituzionale, attualmente all’esame del Parlamento, potrà determinare un minor ricorso al sistema delle conferenze, quanto meno nella fase della produzione normativa». Ma non solo. Col nuovo Senato «pienamente legittimato» a rappresentare le istituzioni locali, si potrà determinare «una forte attenuazione del ricorso al sistema delle conferenze, quanto meno nella fase della produzione normativa». Perché «regioni ed enti locali, mediante i propri rappresentanti al Senato, potranno, infatti, partecipare “a monte” al procedimento legislativo e ciò dovrebbe ridurre la necessità di un loro coinvolgimento “a valle” dello stesso». Sarebbe così «verosimile, oltre che auspicabile, che la legislazione ordinaria riduca al minimo gli eventuali rinvii a successive intese o accordi per l’attuazione normativa delle disposizioni di rango primario e secondario». Risultato: «Le Conferenze potrebbero, invece, conservare il ruolo di concertazione a livello tecnico-amministrativo, ai fini dell’attuazione delle disposizioni definite a livello primario»

Patto e piani di rientro al nuovo Senato
Ma attenzione al passaggio successivo. Poiché, rammenta la ministra, al nuovo Senato è attribuito un ruolo di raccordo tra Stato e territori, «è da ritenere che non sarà più necessario ricorrere, per l’assunzione delle “macrodecisioni” al sistema delle Conferenze. Queste ultime potranno, invece, conservare un ruolo di attuazione tecnico-amministrativa delle deliberazioni del Senato». Tecnico.amministrative, si badi bene, mai più politiche.
E in particolare al Senato «spetterà deliberare sui Patti per la salute, ma anche sui piani di rientro. Altroché ancora Conferenza Stato-Regioni. Il cerchio si chiude. Più Stato, meno Regioni. Più potere al partito che ha vinto. Sperando che sia quello buono. O meno cattivo.

 

 

 

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