Notiziario AIOM

Mattarella: ‘Violenza sulle donne una grave violazione dei diritti’

Da Il Sole24 ORE del 26-11-2017

Manifestazioni in tutta Italia, ieri, in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. «Siamo di fronte a un fenomeno oscuro e incomprensibile, ad episodi ricorrenti di gravissime violazioni dei diritti umani», ha sottolineato il capo dello Stato Sergio Mattarella. «Non basta denunciare gli episodi di violenza, cosa indispensabile e prioritaria, ma bisogna impegnarsi a rimuovere le cause e le condizioni», ha spiegato. «L’Italia civile si unisce per dire basta alla vergogna della violenza sulle donne», è stato il messaggio del premier Paolo Gentiloni. A Roma la manifestazione più imponente con la partecipazione, secondo le organizzatrici (“Non una di meno”) di 150mila persone. Slogan femministi ma anche un pacchetto di richieste preciso è arrivato dal corteo. In questa manifestazione romana – è lo stesso account twitter delle promotrici a riferirlo – presente anche un cartello con su scritto «poliziotti stupratori». Secondo quanto si è appreso, era affisso a un furgone. Le forze dell’ordine hanno identificato alcune partecipanti, anche in relazione a questo cartello esposto. Diversi gli attacchi scanditi dalle manifestanti che hanno preso di mira dal governo alla religione. Clima diverso alla Camera dove la presidente Laura Boldrini ha ospitato un evento con 1.3oo donne. Messaggi contro la violenza sulle donne anche dalla sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi, dalla ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli e dalla ministra della Salute, Beatrice Lorenzin. Intanto dal Parlamento ieri è arrivato il via libera all’unanimità al fondo per gli orfani di femminicidio, con una dotazione di due milioni e mezzo l’anno per il 2018-2020. Mentre la Chiesa, con il cardinale Gianfranco Ravasi, ha fatto autocritica («credo che l’educazione e la Chiesa stessa debba fare un esame di conoscenza», ha detto), ma allo stesso tempo ha invitato – così monsignor Vincenzo Paglia a non risolvere la questione mettendo in contrapposizione uomini e donne.

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