Focus su risorse e delisting – A stretto giro il passaggio del Dpcm in Consiglio dei ministri
Da Il Sole24 ORE Sanità del 20-12-2016
Risorse adeguate e un “delisting” condotto con rigore, sulla base delle evidenze scientifiche. Questo, principalmente, hanno chiesto le commissioni Affari sociali della Camera e Igiene e Sanità del Senato nei loro pareri favorevoli, con condizioni e osservazioni, al Dpcm di aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza. Un provvedimento che il nuovo Governo potrebbe definire già al prossimo Consiglio dei ministri utile, senz’altro entro l’anno. In ogni caso, il Dpcm vedrà attuazione a partire dal 2017. «È un risultato enorme, gigantesco, sono molto soddisfatta», ha incassato il risultato la ministra della Salute Lorenzin. Che, ottimista, ha poi assicurato che i nuovi Lea «saranno operativi ormai a breve, entro l’anno o a inizio del 2017». Ricordando come l’obiettivo sia anche «garantire un accesso uniforme alle nuove prestazioni su tutto il territorio nazionale, indipendentemente dalla Regione in cui si vive».
«La fase dell’attuazione è cruciale e va sottoposta a un monitoraggio continuo e competente», è il più cauto commento della senatrice Nerina Dirindin, relatrice del parere della XII. Mentre la senatrice Emilia Grazia De Biasi, presidente della commissione, esprime «grande soddisfazione. Dopo 15 anni quello previsto dal decreto è un aggiornamento importante – ha precisato – un grosso risultato, i Lea sono il cuore del Servizio sanitario nazionale». Tra le osservazioni proposte dalla commissione, De Biasi ha voluto sottolineare la richiesta che venga «mantenuto il sistema tariffario» per l’acquisto di dispositivi audioprotesici, in considerazione delle «loro caratteristiche e delle necessità del percorso individualizzato cui devono fare fronte». Dalla Igiene e Sanità è arrivato poi un “warning” specifico sui ticket: si richiede una «attenta, ulteriore valutazione» circa le ricadute sulla spesa per ticket conseguenti alle modifiche introdotte o che saranno introdotte in fase di primo aggiornamento e di una chiara indicazione affinché gli adempimenti a carico degli assistiti in relazione all’introduzione del nuovo schema non comportino nuovi e più onerosi adempimenti per il malato (ad esempio per il passaggio di alcune patologie da malattie rare a malattie croniche, come ad esempio per le persone affette da celiachia)».
Poi, l’attenzione a medici&Co: dovranno essere formati e informati, chiede il Senato, che chiede l’«adeguamento quali-quantitativo delle risorse professionali rispetto alla nuova offerta di servizi, anche al fine di evitare che la carenza di personale determini una limitazione delle prestazioni e, più in generale, della risposta ai bisogni complessivi delle persone».
Poi, le quattro condizioni della XII del Senato, in calce al via libera: che le modalità di erogazione delle prestazioni di assistenza protesica e dei dispositivi monouso diventino parte integrante dello schema di decreto (con la trasposizione dell’allegato A nel testo principale); la menzione espressa, nelle premesse, delle leggi sugli screening neonatali (la 167 del 2016) e sulle cure palliative (la n. 38/2010); il riferimento espresso e non equivocabile, nell’articolo 38 dello schema, alla analgesia epidurale, infine il richiamo esplicito all’assistenza podologica per i diabetici.
Più esteso il parere, anch’esso condizionato, della commissione Affari sociali. Che chiede di tornare alle cifre quantificate nell’Intesa Stato-Regioni dell’11 febbraio 2016: 113.063 milioni di curo per il 2017 e 114.998 milioni di euro per il 2018, invece dei 113 miliardi per il 2017 e 114 miliardi per il 2018 fissati dalla legge di Bilancio. Nel parere si richiama poi, in più punti, la data del 28 febbraio 2017, entro la quale la Commissione nazionale per l’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza e la promozione dell’appropriatezza nel Ssn dovrà predisporre il primo aggiornamento dei nuovi Lea. Una previsione inserita in un’altra Intesa Stato-Regioni: quella del 7 settembre scorso che ha sbloccato il provvedimento consentendone l’invio da parte del ministero, bel due mesi dopo per la verità, ai pareri parlamentari. Entro il 28 febbraio, è la richiesta, andranno recepite le otto condizioni messe a punto dalla XII della Camera. Tra queste, spicca un’attenzione particolare alla disabilità, cui vanno garantiti – è la richiesta – un diretto coinvolgimento nella predisposizione del percorso assistenziale e la continuità assistenziale attraverso il progetto individuale integrato previsto già nella legge 328/2000.
Ancora, si chiede come già anticipato, di mantenere il sistema tariffario in luogo delle procedure pubbliche di acquisto, per dispositivi audioprotesici e per alcuni ausili che per caratteristiche e per necessità funzionali degli utenti necessitino di un percorso prescrittivo individualizzato, di una valutazione d’équipe e di un adeguato training all’uso. Tra questi, emulatori di mouse a joystick, con il capo e con lo sguardo, passeggino riducibili, carrozzine. Infine, per la specialistica ambulatoriale, si chiede in vista di una migliore interpretabilità delle tabelle di prevedere una legenda, nonché di riconsiderare il sistema per branche specialistiche, per scongiurare rischi interpretativi negli operatori che potrebbero portarli a non considerare esenti determinate prestazioni.
B.Gob
