Via libera in Stato-Regioni al provvedimento sull’e-health – E ok ad accordi di programma da 241 mln. Interventi «a costo zero», ma si pesca nei fondi esistenti – I servizi e la Cabina di regia
Da Il Sole 24 ore Sanità del 12-7-2016
Con il disco verde della Conferenza Stato-Regioni arrivato giovedì scorso può prendere il via il «Patto per la sanità digitale». Ma per decollare davvero e dappertutto ci vorrà tempo e un’opera continua anche di formazione. E di condvisione di strumenti e sistemi da parte delle amministrazioni locali. Perché la scommessa è ambiziosa e impegnativa nella sua attuazione. Secondo stime, una volta a regime, la digitalizzazione potrebbe far risparmiare 8-10 mld.
E-HEALTH Dopo uno stand by lungo ormai due anni approvata l’intesa dalla Conferenza Stato-Regioni. Ecco il nuovo «Patto»: sarà a costo zero, ma potrà attingere ai fondi già in campo
La speranza è di riuscire a risparmiare a regime fino a 8-10 miliardi. L’obiettivo è di rendere il Ssn più efficiente, trasparente e sostenibile. E al passo con i tempi, con la qualità e con la tecnologia che intanto fa passi da gigante anche in medicina ma che il sistema fatica a inseguire. Con una Cabina di regia ad hoc che vigilerà su progetti e operazioni e avrà compiti di indirizzo, coordinamento e controllo sulla sua attuazione.
Dopo essere stato tenuto per lungo (troppo) tempo in naftalina, esce dai cassetti e potrebbe presto diventare realtà il «Patto per la Sanità digitale» (previsto dal «Patto per la salute 2014-2016»), che è finalmente stato approvato in Conferenza Stato-regioni. Poi, chissà quando e come, ne vedremo gli effetti e i risultati sul campo sempre minato e complicato del Ssn.
Perché la scommessa è impegnativa, in tutti i sensi. E senza esagerazioni. A partire dalla volontà di fare del «Patto per la Sanità digitale» un «piano strategico» unitario e condiviso per lanciare la sanità pubblica verso il futuro e salvare la sua (oggi parzialissima) universalità. Con interessi in gioco di tutto rispetto, perché quegli 8-10 miliardi che si vorrebbero risparmiare a regime, quando la macchina camminerà davvero, e dappertutto, trascinano con sé anche in-vestimenti, auspicabilmente occupazione, un rilancio anche per le imprese del settore per far marciare una macchina tutta, o quasi, ora da costruire.
Di mezzo — o meglio, al centro -una migliore assistenza e cure più adeguate per i pazienti, quelle a distanza, dai centri di cura fino al letto dell’assistito. Con la sanità sul territorio più coinvolta, l’ospedale che sgonfia le attese e possa evitare ricoveri inutili.
La scommessa, perciò, è grande grande davvero. Ed è chiaro che ci vorrà del tempo. Anche una formazione di tutti gli attori del Ssn, adeguata e davvero a tappeto.
Sprechi addio? Perché le parole d’ordine sono quelle che si ripetono da tempo, tra misure annunciate e interventi miracolosi per legge o tanti altri «Patti» annunciati e poi rimasti sulla carta. Non senza sprechi gli immancabili di risorse pubbliche. E di energie. E di capacità.
La Cabina di regia dovrà vigilare anche su questo. E soprattutto mettere in linea le Regioni, le sperimentazioni, i progetti, aiutare a creare un linguaggio comune tra programmi e tecnologie. E soprattutto tra le Regioni, che troppo spesso vanno in ordine sparso nell’assistenza sanitaria, con il Sud che anche in questo caso è fanalino di coda. Le difficoltà, insomma, saranno molte.
Spese e privati. Niente spese in più, attenzione alle risorse già esi-stenti e coinvolgimento dei privati: il terreno finanziario del «Patto per la Sanità digitale» vuole muoversi in questa direzione. Occhio ai fondi e ai privati, dunque. Sui finanziamenti, si giura nel documento, non ci saranno spese in più per lo Stato. Parola d’ordine: si farà «a costo zero». O quasi. O non del tutto, anzi. Sul campo ci sarebbero i fondi strutturali, quelli ad hoc già stanziati, quelli della Bei (Banca europea investimenti), le iniziative private con modelli di project financing e/o di performance based contracting, secondo cui i fornitori vengono remunerati in base a obiettivi «predefiniti e misurabili». I privati insomma svolgeranno una parte importante, per i progetti e le tecnologie, ma anche per l’implementazione dei risultati.
Priorità e servizi. Le priorità sa-ranno definite a breve nel dettaglio. Come i servizi da realizzare: dalla continuità assistenziale alla telesalute, dal teleconsulto alla telerefertazione, dalla telediagnosi al telemonitoraggio. Passando per la logistica del farmaco e il “farmaco a casa” – tutto sequenziato – fino al Fascicolo sanitario (Fse) e alle linee guida per la cartella clinica elettronica ospedaliera. Con tanto di impegni delle Regioni, a partire dalle piattaforme integrabili. Sperando di avere buona sanità pubblica chiavi in mano. Che costi meno e cu¬ri tutti, meglio e dappertutto.
(r. tu.)
La top five delle voci di investimento (in milioni di euro)
| Cartella clinica elettronica | 64 |
| Sistemi di front-end | 61 |
| Disaster ricovery e continuità operativo | 48 |
| Gestione amministrativa delle Ru | 39 |
| Gestione informatizzata dei farmaci | 26 |
GLI OBIETTIVI. Le quattro direttrici
Come indica l’art. 15 dell’intesa Stato-Regioni del 10 luglio 2014 («Patto per la salute»). gli obiettivi di massima del «Patto digitale» sono i seguenti:
- sperimentare soluzioni per un rafforzamento del sistema sanitario «a saldo zero» ( generare risparmi con la razionalizzazione e il reinvestimento nel potenziamento delle prestazioni e la qualità);
- misurare la sanita in termini di appropriatezza, efficienza ed efficacia per garantire che i Lea siano erogati in condizioni di equilibrio economico;
- sviluppare una visione di Ssn attrattivo e competitivo, anche a livello internazionale. perfezionando l’offerta (anche, ad esempio, per la sistemazione alberghiera e i servizi per i parenti e gli accompagnatori);
- mettere in luce «eventuali problematiche» riguardanti la sanità digitale che abbiano necessità di soluzioni di tipo giuridico-amministrativo, sottoponendole sempre alle istituzioni competenti.
IL FINANZIAMENTO. Caccia alle risorse
Il documento si sofferma specificatamene sull’aspetto del finanziamento, che è capitolo cruciale, tanto più nell’attuale contesto economico-finanziario per il nostro Paese. Le fonti di finanziamento del piano straordinario di sanità elettronica. si spiega infatti. «possono essere molteplici» e «comunque valutate nella loro opportunità e replicabilità» dalla Cabina di Regia Nsis. Queste le tre indicazioni fornite:
- fondi strutturali, con particolare riguardo per le ‘Regioni convergenza’, nel quadro delle azioni di ‘Procurement pre-commerciale’ (Pcp) e di sviiluppo dell’agenda digitale;
- fondi ad hoc stanziati da Stato, Regioni, Ue in ambito H2020, Banca europea per gli investimenti (Bei), nel quadro delle iniziative di partenariato pubblico-privato (Ppp) che possa moltiplicare le risorse;
- iniziative private con modelli di project financing e/o di performance based contracting
