Notiziario AIOM

Per i medici ricette senza rischio-sanzioni per inappropriatezza

La marcia indietro del ministero

Da Il Sole24 ORE del 15-7-2016

I medici tornano liberi di prescrivere «tutto quanto ritengono necessario alla tutela della salute, sulla base delle evidenze scientifiche». È quanto leggeranno i pazienti nei manifesti che dai prossimi giorni troveranno affissi negli studi. E che sintetizzano il dietro-front del ministero della Salute sul “decreto appropriatezza”: quello che da mesi turbava i sonni dei camici bianchi, chiamati dal Dm entrato in vigore a gennaio scorso, e poi sospeso, a precisi “paletti” prescrittivi su 200 prestazioni. Già dalli autunno quelli impianto- coni medici sulle barricate – aveva cominciato a perdere pezzi, a partire dalle sanzioni pecuniarie inizialmente previste per i dottori.

A chiudere la vicenda – ripristinando la piena autonomia del medico e limitando a poche note le prestazioni con indicazione di appropriatezza (cui in ogni caso il professionista non è vincolato) interviene ora il Dpcm che aggiorna i Livelli essenziali di assistenza (Lea), cioè l’elenco delle cure garantite a tutti dal Ssn, fermo al 2001. Un decreto attesissimo, presentato ieri a Roma dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin insieme alla presidente della Federazione dei medici Roberta Chersevani. Il documento in 63 articoli e 17 allegati- in attesa dell’imminente bollinatura del Mef e poi dei passaggi in Parlamento, alla Stato-Regioni e in Consiglio dei ministri – “copre” tutti gli ambiti di cura e include infatti anche la retromarcia sull’appropriatezza prescrittiva. L’unico obbligo per i medici è scrivere sulla ricetta il sospetto diagnostico, così da accelerare il processo di cura. Decade ogni ipotesi di sanzione sulla singola prescrizione: di ciascun professionista sarà valutato il «comportamento prescrittivo complessivo». Si deciderà con il contratto.

Ma le novità non si limitano all’ autonomia del medico. «Inuovi Lea – ha ricordato Lorenzin – poggiano su tre paletti: l’aggiornamento delle prestazioni garantite, i nuovi nomenclatori e il Piano nazionale vaccini, che include anti papillomavirus esteso anche ai maschi, anti pneumococco e anti meningococco». Tra le “new entry” figurano così nuovi ausili informatici e di comunicazione, apparecchi acustici a tecnologia digitale, presidi per disabilità motorie come barelle per la doccia, arti artificiali a tecnologia avanzata. Mentre nel nuovo nomenclatore della specialistica ambulatoriale rientrano, tra le altre, procreazione medicalmente assistita, consulenza genetica, cure ad alto contenuto tecnologico come l’ adroterapia. Rinnovato l’elenco delle malattie rare: 110 le nuove patologie. Sei le malattie croniche esenti in più, inclusa l’ endometriosi. Debuttano gli screening neonatali per sordità e cataratta congenite e viene ampliato a tutti i nuovi nati lo screening per le malattie metaboliche ereditarie. I fondi saranno sufficienti? Al ministero sono convinti di sì. «Abbiamo attentamente pianificato il disinvestimento su prestazioni inappropriate o obsolete – afferma Lorenzin -. Se invece di 800 milioni avessimo stimato un impatto di 1,3 miliardi, li avremmo chiesti».

Di Barbara Gobbi

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