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Prove di aumento della quota di premialità per le Regioni. In Stato-Regioni la bozza di accordo per lasciare ai premi 113 milioni in più

Lo schema di accordo c prevede la sperimentazione di un incremento dello 0,1% (circa 112-113 milioni nel 2017) della quota premiale già dal 2017. Oggi la quota sottoposta a verifica e assegnata solo dopo i controlli di merito è il 2% del Fondo sanitario per le Regioni che incassano subito il 98% del fondo indistinto perché adempienti alle previsioni dell’ultimo triennio o del 3% di quelle a cui viene erogato solo il 97% e il 3% rappresenta la quota sotto verifica di adempimenti

Da Quotidianosanità del 27-7-2017

Prove di modifica per il meccanismo della premialità. Dell’assegnazione cioè alle Regioni – sia quelle virtuose che in piano di rientro – della quota che viene accantonata ogni riparto per premiare, appunto, chi si sarà dato di più da fare nel miglioramento dei servizi e nel rispetto dei Lea.

Lo schema di accordo che approda oggi in Stato-Regioni prevede la sperimentazione di un incremento della quota premiale già dal 2017. Oggi la quota sottoposta a verifica e assegnata solo dopo i controlli di merito è il 2% del Fondo sanitario per le Regioni che incassano subito il 98% del fondo indistinto perché adempienti alle previsioni dell’ultimo triennio o del 3% di quelle a cui viene erogato solo il 97% e il 3% rappresenta la quota sotto verifica di adempimenti.

L’incremento sperimentale previsto è dello 0,1% del fondo sanitario che si traduce in circa 112-113 milioni in più che vanno, appunto nel fondo premiale.

La ripartizione delle somme tra le Regioni avviene secondo la quota di accesso del riparto del fondo sanitario 2017 e l’accesso alle forme premiali scatta dopo la valutazione de! programma da parte del Comitato Lea e, per le Regioni in piano di rientro, anche del Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti. Il 30% delle risorse è erogato all’approvazione del programma, il 70% dopo la verifica annuale positiva della sua realizzazione.

Se la Regione non presenta il programma o il programma non è approvato o è giudicato negativamente, perde la possibilità di accedere alla quota di premialità e avviene il recupero, “anche a carico delle somme a qualsiasi titolo spettanti nell’ anno successivo”, dell’anticipazione dcl 30% già erogato che viene redistribuito tra le altre Regioni con lo stesso meccanismo di riparto previsto.

Il programma di miglioramento e riqualificazione si articola su tre punti:

– analisi della situazione regionale, per illustrare le eventuali criticità de! servizio sanitario regionale o i relativi ambiti di miglioramento;

– individuazione delle aree prioritarie di intervento, fino a un massimo di due. anche in base alle valutazioni del Comitato Lea sull’erogazione di questi e tenuto conto delle valutazioni del sistema di garanzia previsto dal Dlgs sul federalismo fiscale;

– definizione di un piano di interventi, per ciascuna area, con relative modalità e crono programma di realizzazione, con indicatori di monitoraggio, intermedi e finali e indicatori di risultato da individuare preferibilmente tra quelli dei sistemi di monitoraggio dei Lea, utilizzati a livello nazionale. E l’accordo sottolinea che sarebbe opportuno prevedere un numero di interventi significativi per ciascuna area non superiore a tre.

Per le Regioni in piano di rientro, il programma di miglioramento e riqualificazione proposto integra, se necessario, il programma operativo di prosecuzione del piano di rientro stesso.

L’accordo indica poi le modalità di trasmissione e approvazione del programma e per quanto riguarda il suo monitoraggio lo affida al Comitato LEA e, per le regioni sottoposte a piano di rientro, da parte del Comitato Lea e al Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti.

Per consentirlo, le Regioni trasmettono, attraverso ii sistema documentale SIVEAS LEA una relazione finale. entro ii mese successivo alla conclusione dell’anno di attuazione del programma.

 

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