Notiziario AIOM

Quasi un decesso di cancro su tre è causato dalle sigarette

Uno studio dell’American Cancer Society ha stabilito che circa il 29% delle 167.133 morti per tumore nel 2014 sono state direttamente causate dal fumo

Da CORRIERE DELLA SERA.IT del 28-11-2016

Che il fumo faccia malissimo all’organismo non lo si scopre di certo adesso, ma quello che più sconcerta è l’entità dei danni provocati, visto che un recente studio dell’American Cancer Society, pubblicato sul Jama Internal Medicine, ha dimostrato che quasi un decesso di cancro su tre sarebbe attribuibile alle sigarette. Incrociando infatti i dati del Behavioral Risk Factor Surveillance System riguardanti il numero di fumatori accertati negli Usa e l’incidenza del loro vizio su 12 tipi di cancro (fra cui la leucemia mieloide acuta e il cancro all’utero per le donne), i ricercatori sono infatti riusciti a stabilire che quasi il 29% delle 167.133 morti per cancro avvenute negli States nel 2014 erano state direttamente causate dalle sigarette, con una proporzione che oscilla fra il 21,8% (Utah) e il 39,5% (Arkansas) per gli uomini e fra l’11,1% (Utah) e il 29% (Kentucky) per le donne. Sebbene il fumo non possa essere indicato come l’unica causa per questi tipi di tumore, visto che colpiscono anche i non fumatori, i ricercatori sono però riusciti a stabilire che quasi 70 agenti chimici contenuti nel tabacco sono legati al cancro.

Un vizio in calo
«Queste sostanze chimiche possono effettivamente alterare il DNA – spiega una delle autrici dello studio, l’epidemiologa Joannie Lortet-Tieulent, a Men’s Health – innescando così una reazione che trasforma le cellule normali in cellule tumorali. Non bastasse, questi composti non si fanno solo strada nei polmoni, ma viaggiano anche nel flusso sanguigno e così raggiungono anche altri organi, esponendoli al rischio cancro». Statistiche del Centers for Disease Control and Prevention alla mano, pare comunque che gli americani abbiano finalmente compreso il pericolo per la salute rappresentato dalle sigarette, visto nel 2014 la percentuale dei fumatori è scesa al 16,8%, contro il 42,8 della metà degli anni Sessanta, ma la strada per l’abbandono definitivo del vizio è ancora lunga. «Partendo dal presupposto che smettere di fumare è un beneficio per la salute a qualunque età, è stato accertato che chi rinuncia alla sigaretta prima dei 40 anni evita del 90% il rischio di morire rispetto invece ai fumatori e la percentuale sale addirittura a oltre il 97% nel caso in cui si smetta prima dei 30 anni», conclude la dottoressa Lortet-Tieulent.

Di Simona Marchetti

 

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