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Ricetta elettronica: vicini al target del 90%, ma la carta resta importante

da Doctor33 del 27-9-2016

L’Italia è vicina al traguardo della dematerializzazione delle ricette. I numeri emanati da Promofarma ci avvicinano al 90% di ricette inviate online dai medici di famiglia indicato nell’agenda digitale. Siamo al 77% di tutte le ricette emesse, considerando che una parte del 23% riguarda le ricette per sostanze psicotrope e in distribuzione per conto che per legge per ora restano cartacee. Non tutte le regioni viaggiano alla stessa velocità. In testa ci sono Veneto e Campania vicine al target (89,5% ricette de materializzate), seguite a ruota da Molise (88,4%) e Sicilia (87,8%). Per contro, la
Calabria – appena partita – è al 26% mentre Bolzano è fanalino di coda con il 2,6%.

Le regioni con propri sistemi di accoglienza dei dati sono un po’ in ritardo rispetto a quelle che hanno aderito al sistema di accoglienza nazionale messo a punto da Sogei, la società del Ministero dell’Economia? «In realtà, non c’è una correlazione tra sistema d’accoglienza e ricette spedite online», spiega Daniele D’Angelo direttore Promofarma. «Delle cinque regioni con sistema di accoglienza proprio- Veneto, Trentino, Puglia, Emilia Romagna e Lombardia – le prime due hanno performance eccezionali, Puglia ed Emilia Romagna sono al 77%, la Lombardia al 74%. Per contro, regioni come la Toscana hanno aderito al sistema di accoglienza centrale ma inviano online solo il 62% delle ricette La percentuale dipende in gran parte da quante ricette vengono immesse nel sistema e processate dai farmacisti». E’ colpa dei medici? «Andrebbe analizzata regione per regione la percentuale di farmaci distribuiti per conto e stupefacenti che, in base al DM 2 novembre 2011, sono esclusi dalla ricetta elettronica e seguono loro strade: i farmaci in DPC sono prescritti su piattaforma autonoma e gli altri sono soggetti a un iter cartaceo ancora valido», dice D’Angelo. «Oltre alle previsioni di legge, ci sono poi accordi tra singole regioni e medici secondo cui anche farmaci con limitazione prescrittiva, e innanzi tutto quelli con piano terapeutico specialistico, possono restare fuori dalla prescrizione de materializzata. Infine, c’è la disponibilità del medico a spedire online, che potrebbe essere condizionata da problemi di connessione contingenti, non direttamente legati ai sistemi di gestione dei flussi». I medici di famiglia peraltro sostengono che di dematerializzazione vera e propria non si parlerà finché stamperanno il promemoria cartaceo per i pazienti: promemoria che il farmacista ritira per apporci la fustella.

La carta resterà per colpa delle farmacie? «Con le norme europee, che prevedono addirittura l’eliminazione della fustella e l’apposizione dei dati in essa contenuti direttamente sulla confezione del farmaco, la carta presto sarà un ricordo grazie a sistemi informatici avanzati. Oggi però il promemoria è una garanzia, intanto per l’anziano che spesso si identifica con il malato cronico destinatario dell’80% delle ricette, che ha consapevolezza di quanto gli è stato prescritto. Ed è una sicurezza: se il sistema ha un blocco la carta supporta il Ssn nell’erogare la prestazione. Proprio per garantire la continuità il legislatore sempre nel DM 2/11/11 ha previsto il promemoria che potrà essere accantonato solo se esce una nuova norma scritta di pari valore. C’è un quarto aspetto, la funzionalità: la fustella ha un suo iter di produzione, gestione e smaltimento regolamentato, deve tornare all’Asl. Il farmacista apponendola sul promemoria, poi consegnato alla ASL, assicura una tracciabilità del percorso.

Infine c’è l’aspetto privacy: in 20 regioni, se il paziente non vuole far sapere al suo farmacista che ha una certa patologia, siccome ad ogni promemoria corrisponde una dispensazione, si recherà nella farmacia fuori porta con il foglio corrispondente al farmaco “extra”. In Trentino invece, dove non c’è promemoria, nella farmacia sotto casa basta dichiarare il codice fiscale e il farmacista può leggere tutte le prescrizioni del medico, inclusa quella che magari il paziente vorrebbe silenziare. Un problema in via di superamento, ma fa capire che non tutto ciò che luccica è oro».

di Mauro Miserendino

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