Rassegna stampa

“Salviamo i medici dal labirinto di dati e studi in eccesso”

La quantità di ricerche e pubblicazioni mediche continua a crescere

Da LA STAMPA TUTTOSCIENZE del 16-12-2015

I criteri per prescrivere un farmaco, un esame diagnostico o una prestazione medica sono troppo disinvolti, tali, addirittura, da mettere in crisi la sostenibilità della Sanità. E’ l’allarme della Sifact, la Società di farmacia clinica e terapia, riunita a Roma in occasione del congresso “Sistema sanitario nazionale: sostenibilità o sopravvivenza? Le nuove frontiere dell’assistenza farmaceutica”.
D’ora in poi, se una prestazione non ripaga il risultato in termini di miglioramento della salute e della qualità di vita, la parola d’ordine – dicono gli esperti – sarà “disinvestire”.
Ma come distinguere i servizi necessari da quelli superflui?
La Sifact, in linea con il decreto “Appropriatezza prescrittiva” del governo, sposa il principio “choosing wisely”, scegliere con avvedutezza, mutuato dalla fondazione Usa Abim. Alla base c’è solo un problema non solo politico-economico, ma che nasce dall’incertezza stessa nella pratica clinica quotidiana. “Se le situazioni in corsia impongono rapidità – spiegano alla Sifact -,l’accesso alle fonti in ospedale non è sempre facile e, anche quando si trova il tempo di consultare Internet, avere subito risposte traducibili è difficile”.
Insomma, il “mare magnum” di pubblicazioni su casi, trattamenti o molecole disorienta piuttosto che guidare. Del resto – calcolava “PLoS Medicine” già nel 2010 – ogni giorno escono dal mondo 6mila articoli sulle 30mila riviste indicizzate.
Si deve perciò ripartire da nuovi principi, garantendo che il compito dei ricercatori sia, parallelamente al miglioramento delle conoscenze, quello di riconoscere metodi superati o nuovi ma accessori, rivedendo le priorità. A fornire una misura degli squilibri è l’European Centre for Disease Prevention: l’Italia è al quinto posto nell’Ue per abuso di antibiotici. Conseguenza: l’impennata delle infezioni.

 Di Marco Pivato

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