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Sì del Senato al ddl sulla responsabilità dei medici

Da Il Sole24 ORE.com dell’11-1-2017

Il potenziamento della sicurezza delle cure ai cittadini e il ribilanciamento del rapporto medico-paziente. Sono questi i pilastri del Ddl 2224, recante “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”, approvato oggi dal Senato. L’Aula di Palazzo Madama ha approvato il ddl con 168 sì, 8 no e 35 astenuti. Il provvedimento, già approvato dalla Camera, dovrà ora tornare a Montecitorio perché modificato. All’obiettivo sicurezza delle cure la futura legge orienta tutta una serie di strumenti: a cominciare dall’attivazione in ogni regione di un Centro per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente, deputato alla raccolta dei dati su rischi ed eventi avversi e sulle cause, l’entità, la frequenza e l’onere finanziario del contenzioso.

ll cittadino potrà rivolgersi all’assicurazione della struttura
Il cittadino che riterrà di aver subito una malpractice medica, ha detto Federico Gelli, responsabile sanità del Pd e promotore del ddl, «potrà innanzitutto rivolgersi direttamente all’assicurazione della struttura, come accade oggi per l’Rc Auto. Se non soddisfatto può agire attraverso la conciliazione obbligatoria. Se neanche questa soluzione va in porto può intentare un procedimento civile contro la struttura, e in questo caso l’onere della colpa rimane come oggi a carico della struttura, che dovrà dimostrare di essersi comportata correttamente. Ma se il cittadino intenderà rivalersi civilmente anche nei confronti del sanitario, dovrà lui stesso dimostrare di aver subito il danno e la prescrizione è ridotta a 5 anni».
Punto, quest’ultimo, che resta «una misura penalizzante per il cittadino», ha detto Tonino Aceti coordinatore nazionale del Tribunale del Malato-Cittadinanzattiva, che pure apprezza «i miglioramenti apportati dal Senato.

Il relatore Bianco (Pd): cartella in 7 giorni a fronte dei 30 attuali
La principale modifica introdotta a Palazzo Madama, ha spiegato il relatore Amedeo Bianco (Pd), riguarda «l’aumento delle garanzie per rendere il sistema solvibile. Col Fondo rischi per il risarcimento sinistri, infatti, si possano coprire tutti gli eventuali buchi ad esempio dovuti al fallimento delle imprese assicurative o in caso di recesso unilaterale dell’assicurazione». Altra novità importante «è la possibilità, per il paziente, di ottenere la cartella clinica in 7 giorni a fronte dei 30 finora previsti».

Gli assi portanti del provvedimento
Ecco gli assi portanti del provvedimento: obbligo di assicurazione per tutte le strutture sanitarie pubbliche e private, tentativo obbligatorio di conciliazione e depenalizzazione della colpa sanitaria, ovvero il medico che avrà rispettato linee guida e buone pratiche definite da Società scientifiche e istituzioni, non risponderà penalmente del suo operato. Istituzione di Centri regionali per la gestione del rischio sanitario e di un Osservatorio nazionale sulla sicurezza in sanità. Il risarcimento inoltre avverrà sulla base delle tabelle sul danno biologico, «mettendo così fine all’estrema discrezionalità che rendeva più iniquo il sistema», ha detto il presidente della Federazione di Asl e Ospedali (Fiaso), Francesco Ripa di Meana.

Lorenzin: importante passo avanti
Il via libera del Senato in seconda lettura rappresenta, per la ministra della salute, Beatrice Lorenzin, un «importante passo in avanti per il sistema sanitario del nostro Paese». Il provvedimento «garantisce da un lato il diritto del cittadino a essere risarcito in caso di errore medico e dall’altro tutela maggiormente i professionisti della sanità riducendo il ricorso alla medicina difensiva, un tema al quale il ministero della Salute ha prestato sempre grande attenzione». La ministra ha anche auspicato che il ddl di iniziativa governativa in materia, tra l’altro, di riordino degli Ordini, «possa essere approvato quanto prima dalla Camera dei deputati così da completare tutta l’opera di riorganizzazione delle professioni sanitarie».

Astenuto il M5s
«Ci asteniamo, perché, seppur riconoscendo che il testo presenta elementi di maggior equità rispetto a quello approvato dalla Camera, l’atmosfera che pervade tutta la legge è quella di una contrapposizione tra paziente/cittadino e l’esercente la professione sanitaria, che sembra il frutto della necessità di regolare il contenzioso tra controparti», ha dichiarato Luigi Gaetti, senatore del Movimento 5 Stelle, annunciando il voto di astensione sul provvedimento.

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