Notiziario AIOM

HIGHLIGHTS IN HEAD-NECK CANCERS

Il grande protagonista del congresso ASCO nei tumori testa-collo è stato sicuramente il tumore della rinofaringe.

I primi due studi randomizzati presentati hanno portato l’immunoterapia insieme alla chemioterapia nella prima linea del trattamento della malattia recidivata e/o metastatica. Terapia a base di platino e gemcitabina più immunoterapia ha superato il solo platino + gemcitabina. Potenziali gli sviluppi futuri per una malattia che risulta essere sempre più sensibile a diversi trattamenti sistemici. Altri studi presentati evidenziano il vantaggio indotto da capecitabina adiuvante a dosaggio standard e a schedula metronomica post trattamento di radio chemioterapia nei pazienti ad alto rischio. Anche qui è stato evidenziato un vantaggio statisticamente significativo.

Si è inoltre rafforzata l’idea della de-escalation nei tumori HPV positivi attraverso la conferma dei dati dello studio ECOG 3311; in particolare per tutti quei pazienti con fattori di rischio patologici intermedi la riduzione della dose di trattamento radioterapico ha lasciato invariata la prognosi globalmente.

Un altro dato interessante è quello del trattamento neoadiuvante con immunoterapia più carboplatino e nabpaclitaxel come selezionatore della miglior risposta futura, in una ottica di personalizzazione delle scelte terapeutiche. Risultati preliminari ma potenzialmente interessanti da verificare in studi più ampi.

Altro dato interessante emerso da questo ASCO è la definizione di risposta patologica dopo il trattamento immunoterapico neo-adiuvante: il dato è interessante e transpatologia, e necessita di ulteriori conferme sul ruolo prognostico.

Altri dati emersi riguardano le nuove combinazioni nel paziente ricorrente metastatico con carcinoma a cellule squamose, in particolar modo per il soggetto che va in progressione ad di immunoterapia. Nuove strategie presentate che potrebbero essere interessanti per il futuro sono l’utilizzo di ficlatuzumab, soprattutto per la sinergia con cetuximab essendo il HGF/MET un possibile escape al trattamento con antiEGFR. Un’altra nuova strategia è rappresentata dalla combinazione di nivolumab più cetuximab. E’ interessante che i pazienti che hanno maggiormente beneficiato di queste terapie sono stati i tumori HPV negativi.

Sempre dal congresso ASCO è emersa anche l’importanza della comprehensive geriatric assessment nei pazienti testa-collo. Inoltre, sono stati affrontati anche i tumori rari. Nei tumori delle ghiandole salivari non adenoido-cistici, uno studio condotto con nivolumab più ipilimumab ha evidenziato un 16% di response rate, limitato, ma da studiare in termini di fattori predittivi alla risposta. Uno studio italiano -Sintart- è stato condotto sui tumori dei seni paranasali, ed ha sdoganato l’utilizzo di una chemioterapia di induzione legata alla istologia nella malattia localmente avanzata. Infine, nel carcinoma della tiroide un nuovo studio ha mostrato come dopo un trattamento con farmaci antiVEGF, cabozantinib ha dimostrato di incrementare la PFS rispetto a placebo. Una nuova linea quindi potenziale per i carcinomi tiroidei dopo progressione a prima linea targeted.

Paolo Bossi

 

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