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Annals of Oncology. STUDIO VAX-ON SUI TRATTAMENTI ANTITUMORALI ATTIVI DURANTE L’INTERO PROGRAMMA DI VACCINAZIONE ANTI COVID-19

I risultati mostrano un profilo di sicurezza favorevole del vaccino a mRNA in pazienti con tumori solidi in trattamento attivo

In un’ampia popolazione di pazienti con tumori solidi in trattamento antitumorale attivo, i ricercatori confermano un profilo di sicurezza favorevole del vaccino a mRNA BNT162b2, rassicurando sulla prosecuzione delle terapie anticancro attive durante l’intero programma vaccinale. La risposta umorale alla prima dose è risultata inadeguata, ma la seconda dose di richiamo ha indotto un aumento esponenziale del titolo di IgG e un elevato tasso di sieroconversione, in contrasto quindi ai ritardi della schedula di vaccinazione. Anche se alcune caratteristiche cliniche prevedono una ridotta immunogenicità, sono necessari ulteriori studi a conferma della loro rilevanza. I risultati dello studio Vax-On sono stati pubblicati online il 19 settembre 2021 in Annals of Oncology.

Nello studio osservazionale Vax-On, Fabrizio Nelli e colleghi del Dipartimento di Oncologia e Ematologia, Oncologia Medica, dell’Ospedale centrale di Belcolle di Viterbo, hanno valutato gli effetti del trattamento antitumorale attivo sulla sicurezza e immunogenicità del vaccino a mRNA BNT162b2 in pazienti con tumori solidi. Sono stati arruolati prospetticamente pazienti che avevano iniziato il programma di vaccinazione (con la seconda dose somministrata dopo tre settimane dalla prima) con mRNA-BNT162b2 dal 9 marzo al 12 aprile 2021 (tempo 1). La coorte di studio era rappresentata da pazienti in trattamento antitumorale attivo nei 28 giorni precedenti; la coorte di controllo da pazienti che avevano interrotto le terapie anticancro da almeno 28 giorni. L’analisi della sicurezza e la quantificazione delle IgG anti spike di SARS-CoV-2 è stata realizzata prima della seconda dose (tempo 2) e dopo 8 settimane (tempo 3).

La titolazione è stata eseguita con il dosaggio immunologico di SARS-CoV-2 a microparticelle chemiluminescenti (Abbott) e la sieroconversione è stata definita a un titolo di IgG ≥ 50 AU/mL. Al basale non erano richiesti il test del tampone con rRT-PCR per SARS-CoV-2 e l’esame sierologico. Lo studio è stato approvato da un comitato etico di riferimento ed è stato registrato formalmente (EudraCT N.2021-002611-54).

Il gruppo di studio ha arruolato 366 pazienti dei quali 285 nella coorte in studio e 81 nella coorte di controllo. Le coorti erano per la maggior parte omogenee. La differenza più rilevante tra le due coorti era rappresentata dalla percentuale di pazienti in terapia adiuvante, maggiore nella coorte di controllo. Gli eventi avversi gravi erano rari, rilevati solo nell’1% della popolazione. Le reazioni avverse più comuni erano lievi, in sede d’iniezione. Gli eventi avversi sistemici non hanno superato il 17% dei casi ed erano associati significativamente al sesso femminile, al performance status ECOG 2 o all’uso del fattore di crescita granulocitario (G-CSF).

Al tempo 2, il titolo mediano di IgG di 131 AU/ml (intervallo di confidenza [IC] 95%: 77-173) vs 62 AU/ml (IC 95%: 42-82) con p = 0,029; il titolo mediano log IgG con p = 0,033 e il tasso di sieroconversione del 65% vs 52% con p = 0,048 sono risultati significativamente più elevati nella coorte di controllo.

Al tempo 3, il titolo mediano di IgG, il titolo mediano log IgG e la percentuale di pazienti con sieroconversione non differivano tra la coorte di controllo e quella in studio. Tra il tempo 2 e il tempo 3 nelle stesse coorti è stato osservato un significativo aumento di 15 volte o maggiore del titolo mediano di IgG e dei tassi di sieroconversione fino al 91% (p < 0,001).

L’analisi multivariata non ha confermato un’interazione negativa tra chemioterapia citotossica e risposta anticorpale, ma il performance status ECOG 2 e l’uso di G-CSF erano significativamente associati a un più basso titolo di IgG e alla mancata sieroconversione dopo una delle due dosi di vaccino.

Gli autori concludono confermando un profilo di sicurezza favorevole del vaccino a mRNA BNT162b2 in pazienti con tumori solidi durante terapia antitumorale attiva, ma raccomandano che i pazienti in particolari condizioni, come sesso femminile e uso di G-CSF, dovrebbero essere avvertiti dell’aumentato rischio di effetti collaterali. Sebbene alcune caratteristiche cliniche indichino una ridotta immunogenicità, sono necessarie ulteriori ricerche per confermare il loro valore.

Bibliografia

Nelli F, Fabbri A, Onorato A, et al. Effects of active cancer treatment on safety and immunogenicity of COVID-19 mRNA-BNT162b2 vaccine: Preliminary results from the prospective observational Vax-On study. Annals of Oncology; Published online 19 September 2021. DOI: https://doi.org/10.1016/j.annonc.2021.09.009

 

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