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European Lung Cancer Virtual Congress. COVID: AUMENTO DI METASTASI CEREBRALI NEI PAZIENTI CON TUMORE DEL POLMONE NON A PICCOLE CELLULE IN STADIO IV

La tomografia computerizzata (CT) e/o la risonanza magnetica (MRI) hanno dimostrato che il 39% dei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) di stadio IV ha presentato metastasi cerebrali de novo durante la pandemia COVID-19, in percentuale superiore ai tassi storici, e molti pazienti erano asintomatici per metastasi cerebrali. Questi risultati sono stati presentati allo European Lung Cancer Virtual Congress 2021 (25-27 marzo 2021).

Wanyuan Cui del Dipartimento di Medicina (Polmone), The Royal Marsden Hospital – NHS Foundation Trust di Londra, e colleghi hanno valutato se la riduzione delle procedure diagnostiche e l’accesso ritardato durante la pandemia COVID-19 possano aver causato diagnosi tardive di NSCLC e aumentato le diagnosi di metastasi cerebrali de novo. I ricercatori hanno definito l’incidenza al basale delle metastasi cerebrali nei pazienti asintomatici tra quelli con tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) di stadio IV che si sono presentati al Royal Marsden Hospital da giugno a novembre 2020. Questo studio costituisce un’analisi descrittiva di dati raccolti prospettivamente.

Dei 172 pazienti identificati con tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC), 95 (55%) sono stati sottoposti a imaging cerebrale e 77 (45%) non l’hanno effettuato.

Un numero maggiore di pazienti mostrava varianti molecolari conosciute

Il paragone tra le due coorti ha mostrato che un maggior numero di pazienti sottoposti a imaging cerebrale aveva un buon ECOG performance status (PS) e riceveva terapia sistemica rispetto a quelli non sottoposti a imaging cerebrale. Nella coorte con imaging cerebrale il 17%, 72% e 11% dei pazienti riportava un Performance Status (PS) pari a 0, 1-2 o 3-4, rispettivamente, mentre nella coorte senza imaging il 6%, 48% e 35% aveva un PS di 0, 1-2 o 3-4, rispettivamente. Per il 10% dei pazienti nella coorte senza imaging i dati di PS non erano disponibili (NA).

I pazienti nella coorte sottoposta a imaging e in quella senza imaging avevano età simile; l’età media era 70 anni (range, da 34 a 95 anni) versus 74 (range da 47 a 91 anni), rispettivamente. Per quanto riguarda la storia di fumo di sigaretta, nella coorte con imaging versus quella senza imaging, il 21% versus 16% dei pazienti non aveva mai fumato, il 78% versus 66% era ex fumatore o fumatore, e i dati non erano disponibili per l’1% versus 18% dei pazienti, rispettivamente. Nelle rispettive coorti, il 72% versus 58% dei pazienti presentava adenocarcinoma, il 12% versus 16% carcinoma a cellule squamose, l’11% versus 5% altri sottotipi, e nel 5% versus 21% i dati dei sottotipi non erano disponibili.

Una variante genomica è stata riscontrata nel 55% dei pazienti sottoposti a imaging mentre una variante è stata osservata nel 32% di quelli senza imaging; nessuna variante è stata riscontrata nel 29% versus 40%, e la variante non era disponibile nel 16% versus 27%, rispettivamente.

Numerosi pazienti con metastasi cerebrali determinate da imaging erano asintomatici

Tra i pazienti sottoposti a imaging, 37 (39%) presentavano metastasi cerebrali all’imaging. Di questi, il 65% aveva sintomi di metastasi cerebrali e il 35% era asintomatico. Nei pazienti con metastasi cerebrali (da 1 a 5), il 44% era asintomatico, rispetto al 10% dei pazienti con metastasi cerebrali ≥6 (p = 0,07).

Dei 95 pazienti sottoposti a imaging cerebrale, il 34% presentava sintomi di metastasi cerebrale; nel 66% di questi pazienti, le metastasi cerebrali erano confermate da imaging. Tuttavia, nel 21% dei pazienti asintomatici le metastasi cerebrali erano riscontrate con imaging.

Relativamente al trattamento, il 27% dei pazienti con metastasi cerebrali era sottoposto a radiochirurgia stereotassica (SRS); in questa coorte, 5 pazienti erano asintomatici. Tra i restanti 27 pazienti con metastasi cerebrali, 12 erano trattati con un inibitore di tirosin-chinasi (TKI), 4 con radioterapia palliativa e un paziente veniva monitorato. Inoltre, 8 di questi pazienti non erano idonei al trattamento e 2 erano morti.

Il 30% dei pazienti con metastasi cerebrali non era stato sottoposto a trattamento sistemico a causa del basso punteggio ECOG PS in 17 pazienti e per scelta in 4 pazienti.

Nella coorte dei pazienti non sottoposti a imaging, il 42% aveva ricevuto trattamento sistemico; nessun trattamento era stato prestato a 28 pazienti a causa di un punteggio basso di ECOG PS, e per scelta a 2 pazienti.

Alla data dell’1 febbraio 2021, ad un follow-up mediano di 6,2 mesi, 57 (33%) pazienti erano morti. In quelli con imaging cerebrale al basale, non si riscontrava differenza nella sopravvivenza tra i pazienti con metastasi cerebrale de novo e quelli senza (hazard ratio [HR] 1,38; 95% intervallo di confidenza [CI] 0,72 – 2,97; p = 0,37). I pazienti con metastasi cerebrali de novo non presentavano differenze nella sopravvivenza tra i sintomatici e gli asintomatici (HR 0,46; 95% CI 0,16 – 1,30; p = 0,14). Non c’era differenza nella sopravvivenza tra i pazienti con imaging cerebrale al basale e quelli senza (HR 0,85; 95% CI 0,50 – 1,46; p = 0,56).

In totale 3/10 (30%) dei pazienti con metastasi cerebrali trattati con radiochirurgia stereotassica (SRS) erano morti rispetto a 12/27 (44%) di quelli con metastasi cerebrali non trattati con SRS (p = 0,48). Tra i pazienti trattati solo con inibitore della tirosin-chinasi (TKI), 2/12 (17%) erano morti. Nel complesso, 26 (15%) pazienti sono stati sottoposti a successiva imaging cerebrale, di cui 4 (15%) che confermavano lo sviluppo di nuove metastasi cerebrali.

Conclusioni

Durante il periodo della pandemia COVID-19, l’incidenza delle metastasi cerebrali de novo era maggiore, pari al 39% nei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) di stadio IV, rispetto ai tassi storici del 25%, secondo i risultati dei ricercatori. Inoltre, numerosi pazienti (35%) con metastasi cerebrali erano asintomatici.

Questi risultati indicano che la tecnica di imaging cerebrale dovrebbe essere considerata in tutti i pazienti con nuova diagnosi di tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) di stadio IV. Gli investigatori hanno proposto che vengano effettuati ulteriori studi per verificare se la diagnosi precoce e il trattamento delle metastasi cerebrali influiscano sulla sopravvivenza.

Bibliografia

180P – Cui W, Milner-Watts C, Saith S, et al. Incidence of brain metastases (BM) in newly diagnosed stage 4 NSCLC during COVID-19. European Lung Cancer Virtual Congress 2021 (25-27 March).

 

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