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Il sondaggio. STUDIO ITALIANO SUL FOLLOW-UP TELEFONICO

In uno studio condotto presso un singolo centro italiano, pubblicato sul JCO Oncology Practice, Valeria Merz e colleghi hanno valutato l’utilizzo del follow-up telefonico assistito dalla cartella medica elettronica del paziente (E-TFU) in donne con tumore della mammella, per ridurre l’esposizione ospedaliera, in un periodo di 3 mesi, durante la pandemia di COVID-19. La strategia è stata considerata soddisfacente dalla maggior parte delle pazienti, sebbene meno della metà fosse favorevole a continuare questo tipo di follow-up in futuro.

Lo studio è consistito nell’invio di un questionario di 15 domande per posta elettronica a pazienti sopravvissute al tumore della mammella, seguite all’Ospedale Santa Chiara di Trento con E-TFU durante la fase I e fase II del lockdown, istituito in Italia durante la pandemia di COVID-19. La fase I della pandemia è iniziata il 9 marzo 2020 e consisteva nell’assoluta proibizione di lasciare il proprio domicilio, eccetto che per recarsi al lavoro o per altre valide ragioni (ad es. per acquistare beni essenziali o recarsi a visite mediche). La fase II è durata dal 4 maggio all’1 giugno 2020, durante la quale erano permesse visite ai familiari nell’ambito dei confini regionali e attività fisica all’aperto.

Il questionario è stato completato da 137 su 343 pazienti (40%; età media: 59 anni; range: 34-86), seguite con E-TFU dal 9 marzo al 2 giugno 2020. Escludendo 78 pazienti che, non possedendo un indirizzo di posta elettronica, non potevano ricevere il questionario, la percentuale di risposta è risultata pari al 52%. Il questionario è stato completato dal 66% delle pazienti durante la fase I della pandemia.

In totale, il 64% delle pazienti che hanno risposto ha riportato, per quanto riguarda la salute, ansia correlata a COVID-19, e l’83% di queste sperava di avere presto una visita di follow-up per sentirsi meglio. Circa il 68% ha affermato che, prima della E-TFU, credeva sarebbe stato facile adottare la E-TFU al posto del follow-up standard.

Il 92% era d’accordo con la decisione del medico di sostituire le normali visite di follow-up con la E-TFU, in assenza di emergenza, per ridurre l’esposizione in ospedale. Globalmente, l’80% era soddisfatto della E-TFU, se comparata alla visita standard di follow-up. Ciononostante, solo il 44% ha affermato di voler proseguire in futuro con la E-TFU in situazioni di non-emergenza.

Il 97% ha compreso il consiglio medico ricevuto durante la E-TFU; il 93% era d’accordo nell’affermare che i medici coinvolti nella E-TFU avessero capito le loro necessità; il 90% era soddisfatto della durata del contatto telefonico e, per il 91%, c’è stata l’opportunità di chiedere chiarimenti.

Un livello di istruzione più basso è stato correlato a un più alto grado di ansia correlata a COVID-19 (p = 0,025). L’età avanzata (p = 0,002) e un livello di istruzione più basso (p < 0,0001) erano correlati al bisogno di essere accompagnati in ospedale. La storia personale di un secondo tumore era inversamente correlata alla comprensione del consiglio medico (p = 0,015) e all’aspettativa di un senso di sollievo dopo la visita di follow-up (p = 0,0027). La E-TFU durante la fase II della pandemia è stata correlata alla soddisfazione di questo tipo di follow-up (p = 0,010).

Gli sperimentatori hanno concluso che “la E-TFU era un importante mezzo per evitare i contatti in ospedale durante la pandemia di COVID-19 e la maggioranza delle pazienti guarite dal tumore mammario si è dimostrata soddisfatta della procedura. Ulteriori studi sono tuttavia necessari per esaminare l’implementazione della telemedicina, anche fuori da una situazione di emergenza”.