Notiziario AIOM

Journal of the American College of Surgeons. USA, IN CALO L’ADESIONE ALLO SCREENING DEL CANCRO DEL POLMONE DURANTE LA PANDEMIA

L’attuale aumento dei casi di infezione da COVID-19 rappresenta una sfida per gli operatori sanitari e per le Istituzioni nell’erogazione delle cure ai pazienti infetti e per la necessità di stare al passo con terapie tempestive e talvolta critiche per i pazienti con cancro, malattie cardiologiche e altre gravi patologie, che potrebbero portare a complicazioni e/o morte anticipata, se interrotte.

Analizzando il modo in cui le cure differite abbiano peggiorato i risultati nei pazienti con cancro del polmone quando la pandemia COVID-19 è esplosa per la prima volta nella primavera del 2020, i ricercatori dell’Università di Cincinnati hanno identificato un contesto operativo che può aiutare le persone in gravi condizioni di salute a mantenere gli appuntamenti di controllo durante l’attuale ondata del virus. Lo studio è stato selezionato per il programma 2020 della Southern Surgical Association e pubblicato come “articolo in corso di stampa” sul sito web del Journal of the American College of Surgeons prima della stampa.

I ricercatori hanno confrontato le visite mensili per lo screening di tomografia computerizzata a basso dosaggio (Low-Dose Computed Tomography, LDCT) per il cancro del polmone durante i tre mesi in cui erano in vigore le restrizioni COVID-19 con il numero di visite mensili dei tre anni precedenti. L’LDCT è una tecnica di imaging in grado di ridurre la mortalità per cancro del polmone di almeno il 20% nei pazienti ad alto rischio. L’Università di Cincinnati ha sospeso l’LDCT il 13 marzo 2020 e ha iniziato una apertura graduale il 5 maggio 2020, con una riapertura completa l’1 giugno 2020.  “Sono state annullate 800 scansioni durante quel periodo e, anche durante il periodo di ripresa, abbiamo osservato un volume totale ridotto di pazienti scansionati e abbiamo anche notato un numero ridotto di nuovi pazienti che sono stati scansionati per lo screening del cancro del polmone”, ha dichiarato l’autore principale Robert M. Van Haren, MD, MSPH, FACS, professore e chirurgo toracico presso l’Università del Cincinnati College of Medicine e membro del Cincinnati Research in Outcomes and Safety in Surgery (CROSS) all’interno del dipartimento di chirurgia.

La struttura ha effettuato una media di 146 test LDCT un mese prima del COVID-19 rispetto ai 39 da marzo a giugno del 2020 (p <0,01), con medie mensili di nuovi pazienti che sono scese da 56 a 15 (p <0,01).

“Anche quando abbiamo ripreso i servizi, i nuovi pazienti erano meno propensi a riprendere il programma di screening,” ha aggiunto il dott. Van Haren. I tassi di LDCT mensili dei nuovi pazienti sono rimasti bassi, nonostante la ripresa completa delle attività. “Abbiamo anche notato che era probabile che i pazienti non si presentassero agli appuntamenti per la tomografia computerizzata e questo tasso è significativamente aumentato rispetto al basale”, ha affermato il dott. Van Haren. Il tasso di no-show è passato dal 15% prima delle restrizioni COVID-19 al 40% in seguito (p <0,04).

Inoltre, alla ripresa delle attività a giugno 2020, nel 29% dei pazienti sono stati riscontrati noduli polmonari sospetti per malignità rispetto all’8% nel periodo pre-COVID-19 (p<0,01). Ciò significava che un maggior numero di pazienti veniva indirizzato a uno specialista per biopsia o intervento chirurgico poiché il sospetto cancro entrava in una fase più critica. I tassi bassi di screening probabilmente riflettono il timore dei pazienti di recarsi in ospedale durante la pandemia, benché lo studio non abbia analizzato questo aspetto nello specifico, ha detto il dott. Van Haren.

“Abbiamo fatto due cose per cercare di affrontare la situazione,” ha riferito il dott. Van Haren. “Una di queste è costituita dai cambiamenti operativi per mettere in sicurezza gli screening, e abbiamo compiuto un grande sforzo all’interno del programma e tra gli infermieri e i coordinatori per educare i pazienti e per comunicare il messaggio che gli screening sono sicuri.”

Il maggior cambiamento dal punto di vista operativo è stato spostare la sede dei LDCT dall’ospedale ad un centro esterno, ma altre variazioni prevedevano il rafforzamento del distanziamento sociale nelle sale di attesa e nelle zone in cui si effettuano gli esami, e il distanziamento degli appuntamenti tra loro per consentire un’adeguata pulizia di queste aree.

“I risultati sono importanti e suggeriscono che è fondamentale continuare le attività di screening oncologico, come gli screening polmonari, durante la pandemia”, ha aggiunto il dott. Van Haren. “E’ ancora più importante adesso, che si sta verificando un’altra ondata di casi di COVID-19 in tutto il Paese.” “Dobbiamo essere sicuri, come operatori sanitari – ha continuato -, che ci stiamo prendendo cura dei malati di COVID-19 e del resto della popolazione che non ha contratto il COVID-19, e che le due popolazioni di pazienti possano coesistere e ricevere i trattamenti in sicurezza.”

Invitati a commentare, il dott. William B. Weir e il dott. Andrew C. Chang, del Michigan Surgery, Ann Arbor, hanno scritto: “Dobbiamo trovare il modo di continuare l’assistenza oncologica di routine oppure il vero tasso di mortalità di COVID-19 comincerà a comprendere i tumori del polmone in fase avanzata”.

Bibliografia
  • Journal of the American College of Surgeons. DOI:/10.1016/j.jamcollsurg.2020.12.002.