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Journal of Clinical Oncology. MORTALITÀ PER TUTTE LE CAUSE NEI PAZIENTI ONCOLOGICI POSITIVI E NEGATIVI AL COVID-19

In un grande studio di coorte riportato da Noha Sharafeldin e colleghi nel Journal of Clinical Oncology, i ricercatori del National COVID Cohort Collaborative (N3C) hanno scoperto che, tra i pazienti oncologici, la positività a COVID-19 rispetto alla negatività era associata ad un maggiore rischio di mortalità a 1 anno per tutte le cause.

Come affermato dai ricercatori, “le variazioni del rischio di risultati clinici avversi nei pazienti affetti dal cancro e dall’infezione COVID-19 sono state riportate da coorti relativamente piccole. Il National Center for Advancing Translational Sciences N3C è una risorsa di dati centralizzata che rappresenta la più grande coorte multicentrica di casi e controlli per COVID-19 a livello nazionale”.

Lo studio

Lo studio comprendeva 398.579 pazienti oncologici adulti, ambulatoriali e ricoverati, di 50 centri americani identificati dalla coorte N3C, con una diagnosi positiva o negativa di COVID-19 tra l’1 gennaio 2020 e il 25 marzo 2021. I pazienti sono stati seguiti dal momento dell’incontro clinico indice. In ogni centro, tutti i pazienti affetti da COVID-19 con un incontro clinico dopo l’1 gennaio 2020, sono stati inclusi nella coorte. I pazienti negativi a COVID-19 sono stati inizialmente inclusi dai corrispondenti centri di contribuzione e da dicembre 2020 sono stati selezionati in modo casuale dai centri in un rapporto 2:1 per corrispondere alla prevalenza complessiva di età, sesso e razza/etnia dei pazienti con COVID-19. La coorte analitica dei positivi a COVID-19 era limitata ai pazienti che avevano avuto la loro prima diagnosi di COVID-19 entro 21 giorni prima e fino a 5 giorni dopo l’incontro clinico.

Tra tutti i pazienti, i tipi più comuni di tumori erano della pelle (13,8%), del seno (13,7%), della prostata (10,6%), del sangue (10,5%), e del tratto gastrointestinale (10%).

Tra i 398.579 pazienti, 63.413 (15,9%) risultavano positivi a COVID-19 e 335.166 erano negativi. Nella coorte analitica sono stati inclusi 38.614 pazienti positivi a COVID-19.

Tra i 373.780 pazienti nella coorte analitica, l’incontro indice era costituito da una visita per ricovero ospedaliero per 204.503 (55%), compresi 19.515 pazienti positivi a COVID-19 e 184.988 negativi a COVID-19.

Risultati principali

Per i pazienti positivi a COVID-19 rispetto a quelli negativi, le probabilità di sopravvivenza erano dell’84% vs 82% a 10 giorni, 55% vs 64% a 30 giorni e 35% vs 50% a 90 giorni (globale P = .07). A 90 giorni, tra i pazienti positivi a COVID-19, quelli con tumore del seno mostravano una sopravvivenza maggiore (51%) rispetto agli altri tipi di tumori, mentre i pazienti con tumori multisito avevano la sopravvivenza più bassa (26%).

Nell’analisi per età, gruppo, sesso, razza/etnia, condizione di fumatore, residenza geografica del paziente, indice di comorbilità Charlson, tipo di tumore primario e trattamento oncologico a 30 giorni, la positività a COVID-19 era associata in modo significativo ad un rischio maggiore di mortalità a 1 anno per tutte le cause (hazard ratio [HR] = 1,20, 95% confidence interval [CI] =1,15–1,24, P < ,001).

Tra i pazienti positivi a COVID-19, i fattori associati al maggior rischio di mortalità per tutte le cause ad 1 anno erano età > 65 anni (HR = 1,9, 95% CI = 1,3–3,1), sesso maschile (HR = 1,11, 95% CI = 1,02–1,20), residenza nelle regioni americane meridionali e occidentali (HR = 1,3, 95% CI = 1,1–1,6; HR = 1,7, 95% CI = 1,3–2,2), numero maggiore di comorbilità (HR = 2,0, 95% CI = 1,8–2,3), tumori ematologici (HR = 1,2, 95% CI = 1,0–1,3), tumori multisito (HR = 1,3, 95% CI = 1,1–1,4), e terapia citotossica recente (HR = 1,5, 95% CI = 1,1–2,1). I trattamenti di immunoterapia o la terapia target non erano associati ad aumento del rischio.

I fattori associati ad un rischio minore erano etnia nera non ispanica (HR = 0,8, 95% CI = 0,7–0,9), terapia ormonale recente (HR = 0,5, 95% CI = 0,3–0,9), e terapia con desametasone contro il COVID-19 (HR = 0,8, 95% CI = 0,7–0,9).

“Utilizzando il National COVID Cohort Collaborative (N3C) – concludono i ricercatori -, abbiamo costituito la più grande coorte rappresentativa a livello nazionale, ad oggi, di pazienti affetti da cancro e da COVID-19. Abbiamo identificato i fattori demografici e clinici associati all’aumento della mortalità per tutte le cause nei pazienti oncologici. La caratterizzazione completa della coorte ci fornirà ulteriori informazioni sugli effetti di COVID-19 sul cancro e sulla possibilità di continuare i trattamenti oncologici specifici.”

 

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