Notiziario AIOM

Le Regioni. COVID, BASILICATA: “LE ATTIVITÀ DI DAY HOSPITAL GARANTITE NELLA TOTALITÀ DEI CASI”

di Domenico Bilancia, Coordinatore AIOM Basilicata

La Basilicata è una regione con peculiarità geografiche, territorio sconfinato, oltre 10.000 chilometri quadrati per una popolazione di poco più di 550 mila abitanti. Una bassa densità di popolazione che ha avuto gli ovvi riverberi epidemiologici sul Covid-19. Sono stati registrati poco più di 400 casi di positività della infezione virale con 28 decessi.

L’impatto mediatico della pandemia, tuttavia, è stato dirompente e ha portato a modifiche sostanziali della organizzazione del sistema sanitario regionale. La task force regionale ha individuato nell’azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza e nell’ospedale Madonna delle Grazie di Matera, principali strutture ospedaliere della regione, gli ospedali Covid, in quanto sedi di DEA di II e I livello rispettivamente, di terapie intensive, di degenze di malattie infettive e pneumologia. Questa scelta ha comportato una riorganizzazione delle attività ordinarie dei due ospedali con una sostanziale contrazione delle attività chirurgiche, delle attività ambulatoriali e dei ricoveri ordinari. Il risultato è stato sì un contenimento della epidemia, favorito peraltro dalla bassa densità di popolazione della Regione Basilicata, ma una sofferenza delle attività ordinarie ospedaliere e un grande sforzo di ripensamento della organizzazione delle attività stesse.

L’Oncologia regionale rappresentata dal Dipartimento Oncologico dell’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo di Potenza, dall’IRCCS CROB di Rionero in Vulture e dal Day Hospital oncologico di Matera, riferimento anche per alcune aree regionali viciniori, bassa Campania, alta Calabria e marginalmente Puglia, ha ripensato la propria organizzazione facendo riferimento soprattutto alle raccomandazioni emanate dalla nostra società scientifica (AIOM) e alle direttive regionali elaborate dal Dipartimento Politiche della Persona della Regione Basilicata, sulla base delle indicazioni del comitato tecnico-scientifico.

Il numero dei ricoveri ordinari per ovvie ragioni di sicurezza si è sensibilmente ridotto. Per garantire l’opportuno distanziamento dei pazienti nei reparti sono stati ridotti i posti letto. La priorità dei ricoveri ha riguardato le procedure diagnostiche e terapeutiche indifferibili o le criticità cliniche. Gli accessi ai reparti sono stati regolati da opportuni screening (triage telefonico, isolamento in area contumaciale ed esecuzione di tampone con ammissione nei reparti dopo acquisizione del risultato). Nessuna urgenza e nessuna priorità diagnostica e terapeutica è stata differita nella fase emergenziale Covid e successivamente. Attualmente i posti letto sono stati ripristinati nella quasi totalità, conservando i criteri di sicurezza quali il distanziamento fisico dei letti, il tampone all’ingresso e il diniego dell’accesso ai parenti nei reparti.

In merito alle attività ambulatoriali, attenendoci alle disposizioni suddette e facendo riferimento alle soluzioni adottate nella maggior parte delle Oncologie italiane (indicazioni dell’AIOM e del CIPOMO), abbiamo differito le visite ambulatoriali di follow up che non avessero alert particolari, proponendo la riprogrammazione delle stesse con richiamo da effettuare tramite il CUP. Nessun controllo con evidenza di “red flags” o prima visita è stato differito. In molti casi, soprattutto per venire incontro alle ansie giustificate dei pazienti, abbiamo adottato il consulto on line, ovviamente valido per i pazienti che disponessero degli esami strumentali e di laboratorio richiesti per il follow up, sperimentando un modello di telemedicina che potrebbe essere perfezionato ed esteso. Da circa 1 mese, in piena fase 2 Covid, le attività ambulatoriali oncologiche sono riprese a pieno regime, nella osservanza delle misure di distanziamento e di sicurezza per i pazienti e per gli operatori. Tutti i pazienti che accedono agli ambulatori vengono sottoposti a triage con misurazione della temperatura e compilazione di una autodichiarazione che esclude contatti a rischio. Nelle ultime settimane è stata ampliata l’offerta ambulatoriale per cercare di recuperare il pregresso, con discreti risultati.

Le attività di day hospital sono state garantite nella totalità dei casi, come attestato anche dal numero degli accessi sovrapponibile a quello dell’anno precedente. I pazienti afferenti al day hospital sono stati sottoposti a pre-triage telefonico il giorno prima dell’accesso, nella fase I del Covid e triage la mattina dell’accesso con valutazione dei parametri vitali (temperatura, saturazione di O2, P.A., e visita medica), attualmente eseguono il solo triage la mattina dell’accesso.

In Basilicata non abbiamo registrato alcun caso di positività Covid nei pazienti oncologici, vuoi per la bassa incidenza della infezione in Regione, vuoi probabilmente per la bontà delle misure precauzionali adottate.


Guarda l’intervista pubblicata anche sul canale YouTube di AIOM

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