Il National Comprehensive Cancer Network (NCCN) ha rilasciato le nuove linee guida sulla vaccinazione contro il COVID-19 nei pazienti oncologici. L’alleanza no-profit di vari centri oncologici maggiori ha creato il “NCCN COVID-19 Vaccine Committee”, che include esperti in ematologia e oncologia con particolare esperienza in malattie infettive, sviluppo e somministrazione di vaccini, etica medica e tecnologia dell’informazione sanitaria. Le raccomandazioni possono aiutare i sanitari ad assumere decisioni informate su come proteggere i pazienti dall’attuale pandemia di COVID-19, sulla base dell’evidenza disponibile e del consenso di esperti.
Le raccomandazioni del Comitato stabiliscono che tutte le persone attualmente in trattamento attivo per un tumore dovrebbero essere vaccinate, prestando attenzione ad alcuni consigli su immunosoppressione e tempistica. La documentazione completa può essere consultata sul sito: nccn.org/covid19, assieme ad altre importanti informazioni sull’impatto del COVID-19 sulle cure oncologiche.
“In questo momento, esiste un bisogno urgente ma dati limitati”, ha riferito Steve Pergam, co-leader dell’‘NCCN COVID-19 Vaccine Committee’ e professore associato al Vaccine and Infectious Disease Division, Fred Hutchinson Cancer Research Center e Infection Prevention Director del Seattle Cancer Care Alliance. “Il nostro obiettivo primario è aiutare a procurare il vaccino per quante più persone possibile. Questo significa seguire le direttive esistenti a livello nazionale e regionale, per dare la priorità alle persone che con più probabilità possono morire o sviluppare malattie gravi per il COVID-19. L’evidenza che abbiamo mostra che le persone che ricevono il trattamento attivo per un tumore sono a più alto rischio di esiti peggiori di COVID-19, in particolare se sono più anziani e presentano altre comorbilità, come l’immunosoppressione”.
“La mia filosofia è: non sprecare una dose e semplificare”, afferma il co-leader del Comitato, Lindsey Baden, professore associato di Medicina e Malattie infettive al Brigham and Women’s Hospital and Dana-Farber Cancer Institute. “Troppe precisazioni possono portare a confusione. Naturalmente, se emergono nuove forti evidenze a supporto della decisione sull’ordine di priorità per certi gruppi rispetto ad altri, possiamo sempre intervenire. Questo è inteso come un documento in costante evoluzione e sarà aggiornato rapidamente appena saranno disponibili nuovi dati o nuovi potenziali vaccini che potranno essere approvati in futuro”.
“Uno dei nostri scopi principali è ridurre la morbilità e la mortalità”, ha assicurato Sirisha Narayana, professore associato di Medicina, Chair of the University of California, San Francisco (UCSF) Ethics Committee, UCSF Health. “Dobbiamo anche considerare i determinanti sociali di salute e impegnarci soprattutto per le persone che appartengono a comunità ad alto rischio”.
Principali evidenze delle linee guida
Queste nuove raccomandazioni dell’NCCN derivano dalle conoscenze esistenti e da linee guida per la vaccinazione contro l’influenza durante il trattamento attivo dei tumori, come quelle incluse nell’NCCN Clinical Practice Guidelines in Oncology (NCCN Guidelines®) for Prevention and Treatment of Cancer-Related Infections.
Le raccomandazioni riconoscono che, sebbene questi vaccini si siano dimostrati sicuri nella popolazione generale, la loro efficacia nei pazienti con cancro e in quelli trapiantati non è esattamente nota al momento. I dati disponibili dagli studi sui vaccini hanno dimostrato che diminuiscono l’incidenza di COVID-19 e le sue complicanze, ma non è chiaro se gli stessi vaccini prevengano l’infezione e la successiva trasmissione della malattia. Quindi, ogni persona vaccinata dovrebbe continuare a indossare la mascherina, evitare assembramenti e seguire le altre raccomandazioni per prevenire il contagio e la trasmissione di COVID-19, anche dopo la vaccinazione. Il Comitato è fermamente convinto che anche i caregiver e gli altri membri della stessa famiglia dovrebbero essere incoraggiati a vaccinarsi, non appena vengano considerati eleggibili.
Il Comitato ha anche considerato altri punti, come segue:
- Come dare la priorità ai pazienti nel caso di limitate forniture di vaccino e competenza del personale sanitario
- Come raccomandare l’appropriata pianificazione sulla base della terapia immunosoppressiva
- Come prepararsi per eventuali interazioni farmacologiche o eventi avversi
- Come considerare le disuguaglianze sociali e dare la priorità alle comunità a rischio
- Come comunicare con i pazienti e i caregiver, in particolare se non parlano inglese
- Bilanciare gli sforzi di vaccinazione tra centro oncologico e caratteristiche della comunità.
Il panel di esperti continuerà a incontrarsi regolarmente per affinare le raccomandazioni per questi e altri aspetti che possono presentarsi. Qualsiasi domanda aperta può servire come guida per aree che particolarmente necessitano di nuove ricerche.
“La comunità medica sta crescendo in risposta a una delle maggiori sfide che abbiamo mai dovuto affrontare”, dichiara Robert W. Carlson, Chief Executive Officer, NCCN. “I vaccini per il COVID-19 sono un esempio della statura delle conquiste scientifiche. Ora dobbiamo distribuire i vaccini celermente, in modo equo, in sicurezza e con efficienza, utilizzando principi chiaramente definiti e trasparenti”.
