Mi vaccinerò, ma sul fatto che debba essere obbligatorio dipende dal Paese. E’ molto difficile negli Stati Uniti esigere qualcosa, a meno che l’epidemia SARS-COV-2 diventi ancora più estesa, allora potrebbe anche esserci un momento in cui il vaccino potrebbe diventare obbligatorio. Al momento, la maggior parte di noi ritiene che si possa convincere le persone senza obbligarle a vaccinarsi.
Lo afferma Robert Gallo, fra gli scopritori, negli anni ’80, del virus dell’Aids e del primo test per diagnosticare l’Hiv, oggi direttore dell’Institute of Human Virology presso la University of Maryland (USA). Gallo è stato ospite in streaming dell’evento ‘Unlock_IT’, seconda edizione di SudeFuturi, promosso dalla Fondazione Magna Grecia, e ha ricevuto il Premio Internazionale Magna Grecia 2020. “Sviluppare una terapia contro l’Hiv è stato un risultato più importante che arrivare in meno di un anno al vaccino contro SARS-COV-2 perché, in questo caso, non è un problema realizzarlo. Quindi, per me non è stato un risultato monumentale arrivare in meno di un anno all’obiettivo del vaccino, mi ha sorpreso solo la velocità”. Per quanto riguarda SARS-COV-2 “mi preoccupa la durata dell’immunità dei candidati vaccino. Quanto dura? Quando facciamo nel nostro istituto un esperimento sulle scimmie con un candidato vaccino per l’Hiv vediamo che fino alla decima settimana sono protette, ma se le stimoliamo con il virus alla 15esima settimana non lo sono più. Quindi – ha detto l’esperto – con un candidato vaccino per l’Hiv abbiamo un problema reale della risposta immunitaria”.
