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Telemedicina. L’ASSISTENZA VIRTUALE ONCOLOGICA OFFRE QUALITÀ, CONVENIENZA E RISPARMI

I pazienti e il personale sanitario del Princess Margaret Cancer Centre hanno valutato l’assistenza virtuale durante la pandemia di COVID-19 come molto soddisfacente, nella globalità, per qualità delle cure e convenienza, facendo allo stesso tempo risparmiare ai pazienti costi in termini di milioni di dollari.

La ricerca, condotta dall’oncologo radiologo Alejandro Berlin del Princess Margaret, ha mostrato che l’assistenza virtuale può essere implementata rapidamente e in sicurezza in un centro oncologico altamente specializzato e ad elevato volume di utenza. L’80% dei pazienti ha affermato di essere molto soddisfatto o soddisfatto dell’assistenza virtuale, citando la convenienza come fattore principale. A questo si accompagnava anche il 72% dei medici, che riportavano livelli di soddisfazione simili.

Inoltre, il 64% degli operatori sanitari e l’85% dei pazienti ha indicato che la qualità delle cure era comparabile o migliore del modello di cura in presenza. Il 66% dei partecipanti al questionario in entrambi i gruppi – pazienti e medici – era intenzionato a raccomandare molto probabilmente o probabilmente l’assistenza virtuale per i futuri appuntamenti.

Il risparmio globale dei costi per 22.085 pazienti osservati durante il periodo di studio (23 marzo – 22 maggio 2020) corrispondeva a più di 3 milioni di dollari canadesi (3.085.274 CAD), che potenzialmente corrispondono a 18 milioni di dollari in un anno. I risultati dello studio sono stati pubblicati su JAMA Oncology.

“I sorprendenti risultati dopo l’implementazione dell’assistenza virtuale, in una notte, sono stati gli imponenti benefici sia per i nostri pazienti che per i medici”, ha affermato il dott. Keith Stewart, Director, Princess Margaret Cancer Centre, Vice President, Cancer, University Health Network, e co-autore dello studio.

“Da questi risultati emerge una nuova normalità, che include l’assistenza virtuale come parte realizzabile e importante della cura per molti pazienti. Saranno loro stessi ad aiutare la trasformazione della telemedicina nell’era post-COVID-19, stabilendo risolutamente l’assistenza virtuale come un’opzione standard che possiamo offrire a pazienti selezionati”.

L’assistenza virtuale è stata sviluppata e lanciata al Princess Margaret solo 12 giorni dopo la dichiarazione ufficiale della pandemia di COVID-19, l’11 marzo 2020. Tutto ciò è stato fatto per proteggere i pazienti da un’esposizione prevenibile e per ridurre l’impatto delle misure di controllo dell’infezione e le preoccupazioni sulla disponibilità di equipaggiamento di protezione personale per i pazienti e i dipendenti.

Quattro giorni dopo, il 23 marzo 2020, è stata lanciata la risoluzione in materia digitale per supportare l’assistenza virtuale e più del 50% delle visite ambulatoriali è stato spostato all’assistenza virtuale, con l’utilizzo di video o tele-chiamate. Entro un mese dalla partenza del programma, il volume di pazienti ambulatoriali (sia in persona che virtuali) è stato riportato ai livelli pre-COVID-19, corrispondenti a circa 3.900 visite alla settimana. In totale, dal 23 marzo al 22 maggio 2020, sono state condotte 22.085 visite virtuali al telefono o in video, corrispondenti a una media del 68% delle visite giornaliere al centro.

È importante notare che le visite presso il centro sia per chemioterapia che per radioterapia, insieme alla sicurezza e tempestività delle cure oncologiche, sono rimaste stabili durante lo svolgimento dello studio e comparabili al periodo pre-COVID-19.

“Il passaggio all’assistenza virtuale ha aiutato ad assicurare le visite presso il centro solo per i pazienti che ne avevano bisogno, cioè quelli che ricevevano chemioterapia o radioterapia hanno potuto continuare i trattamenti. Al contempo, si è potuto ridurre l’affollamento e assicurare il distanziamento sociale nel centro”, ha spiegato il dott. Berlin. “Questo ha permesso, nel nostro centro ad alto volume di utenza, di prenderci cura di tutti i nostri pazienti durante un periodo di preoccupazione e incertezza, senza compromettere né la sicurezza né la qualità delle cure”. Gli standard di qualità delle cure oncologiche definite dall’istituzione e a livello provinciale, come incidenti di sicurezza e posticipi visti entro 14 giorni, sono stati registrati durante tutta la durata dello studio e oltre, e non sono state osservate variazioni.

“L’assistenza virtuale è diventata così una rete di sicurezza per i pazienti”, ha aggiunto Berlin, che è Assistant Professor al Department of Radiation Oncology, University of Toronto. “Era rassicurante per i pazienti durante il periodo di incertezza causato dalla pandemia di COVID-19. Il loro team di cura era ancora là per loro, ma in modo diverso”. “Per il futuro, vorremmo esaminare quali criteri, oltre a quelli clinici, rendono questo strumento una buona opzione o, meglio, la preferita per i pazienti selezionati”.

Il dott. Berlin descrive i vari fattori che hanno contribuito al successo del progetto, che includono:

  • un senso di urgenza per raggiungere un obiettivo ben definito e chiaramente documentato (uno scostamento di più del 50% delle visite all’assistenza virtuale) che ha un alto impatto per pazienti e medici;
  • un semplice disegno e approccio di implementazione, che si basa su un software già esistente e un continuo feedback che è stato aggiunto a nuove interazioni;
  • il coinvolgimento di molti stakeholder, incluso il personale in prima linea, per definire i ‘punti di sofferenza’ e i flussi di lavoro.
  • un team affiatato multi-disciplinare, dalla progettazione del disegno all’assistenza di pazienti e famiglie, che ha lavorato insieme continuamente per rispondere a una sfida senza precedenti.

“Siamo andati avanti con coraggio e determinazione per l’urgenza del momento”, ha dichiarato il dott. Berlin. “Questo progetto ha comportato un immenso sforzo da parte di tutti al Princess Margaret”, ha sottolineato. “Dietro ad ogni telefonata o video con il paziente c’era un clinico impegnato nella continuità di cura. Ad ogni appuntamento c’era un intero team con specializzazioni diverse che ha lavorato.” “È stato rassicurante per i nostri pazienti. E quello che è emerso dal nostro questionario è che i pazienti si sono sentiti supportati, curati e confortati quando l’incertezza continuava ad essere la norma. I pazienti potevano focalizzarsi su quello che era per loro più importante: la loro salute”.