Notiziario AIOM

Spending, altri 5 miliardi anche da siringhe e aghi

“In 3 anni 24 miliardi di tagli”. Gutgeld quantifica gli interventi del governo: dal 2013 spesa corrente ridotta dell’1,6% sul Pil. Il ministro Lorenzin: meno sprechi e più qualità

Da Il Sole24 ORE del 21-1-2016

La spending review non è morta e vive e lotta con noi. Parola del Governo. E già dai prossimi mesi si parte dalla spesa sanitaria per gli acquisti di beni e servizi. Con le gare nazionali di Consip e delle altre 32 stazioni appaltanti, che già a marzo faranno partire per prime le gare nazionali per l’acquisto delle ormai mitiche siringhe e degli annessi aghi per gli ospedali. Nel mirino da subito ben 15 miliardi di spesa che scorrono come rivoli, di cui 12,8 specificamente “sanitaria”, altri 2,79 per beni e servizi dell’intero universo degli enti locali. Risparmi previsti: il 10% dell’intera somma, anche se stime più ottimistiche indicano un’asticella più in alto, addirittura fino al 20%. Ma con l’obiettivo di aggredire un totale di spesa pubblica per forniture che raggiungerà i 50 miliardi in tre anni. Come dire che si sfioreranno, e magari si supereranno, a regime nel periodo 5 miliardi di minori spese per la Pa.

Anno nuovo, speranze vecchie. Ma il Governo, sotto pressione da sempre per il mancato rispetto degli obiettivi di spending review, rialza la posta. E lo fa cavalcando le novità arrivate con gli ultimi provvedimenti che d’un colpo solo hanno tagliato con l’accetta le stazioni appaltanti: da 35mila sono scese a 33, appunto. Una rivoluzione, un autentico modo di ripartire daccapo per mettere la museruola a conti sopra le righe, mai verificati veramente, che non premiano la qualità degli acquisti e tanto meno il dominio del fenomeno da parte delle amministrazioni.

Non è stato un caso, ieri, il convegno organizzato dal Mef e il suo slogan: «Acquisti trasparenti: la Pa semplifica e spende meglio». E proprio il padrone di casa Pier Carlo Padoan – accompagnato dalla ministra Beatrice Lorenzin, dal commissario alla spending Yoram Gutgeld e dall’ad di Consip Luigi Marroni – ha tenuto a puntualizzare con forza: «Non è vero che la spending review non c’è più: la revisione della spesa si rafforza nella qualità prima ancora che nella quantità». Rivendicando l’effetto sulla crescita e sull’occupazione delle riforme del Governo. Con un accento sull’attualità più stretta in discussione a palazzo Chigi: la riforma della Pa, che, ha aggiunto Padoan, «è la riforma che serve a fare le altre riforme».

A tutta spending, o comunque avanti con la spending, insomma. Di cui Gutgeld ha fornito numeri anche in parte inediti: gli interventi adottati dal 2014, ha rivelato, hanno prodotto una riduzione di spesa al 2016 di 24 miliardi. Il rapporto tra spesa corrente e Pil è sceso di conseguenza dell’1,6% rispetto al 2013. Naturalmente Gutgeld non ha tralasciato di esaltare gli effetti della revisione della spesa sull’azione complessiva del Governo: grazie alla spending si sono trovate le risorse per ridurre le tasse, tagliare il deficit, investire su scuola e ammortizzatori sociali. Non è un caso il suo slogan: «La revisione della spesa non è più una dieta, ma un cambio dello stile di vita».

Investire i risparmi in salute, qualificare la spesa, fare efficienza a tutti i livelli e sempre più in profondità: questi gli obiettivi che Lorenzin ha reclamato per la spesa sanitaria e che si è detta sicura di poter conseguire. Senza traumi – giura – per la salute e la quantità-qualità delle cure per gli italiani. Sempreché le regioni facciano per intero la loro parte e che «si lavori insieme». Ma non basta. «In linea di massima – ha rivendicato la ministra della Salute – ci attendiamo tra il 15 e il 20% dei risparmi. Ma il sistema ci aiuterà anche a migliorare l’analisi del processo d’acquisto e la sua qualità».

Intanto si parte col decreto sulle nuove categorie merceologiche che finiranno subito sotto la lente, in attesa del «visto» della Corte dei conti e quindi di essere pubblicato rapidamente in «Gazzetta». Ben 14 categorie riguardano la sanità e altre 5 gli enti locali. Dai farmaci ai vaccini fino agli stent, passando per pacemaker alle pulizie, alle lavanderie o allo smaltimento dei rifiuti sanitari. Ma anche pulizia immobili, la vigilanza armata o la guardiania. E naturalmente, per la sanità, non potevano mancare «siringhe e aghi»: 150 milioni nel mirino. La Consip, ha anticipato l’ad Marroni, inizierà da marzo proprio con aghi e siringhe acquistati in ospedale e negli enti del Ssn. Ci si aspettano sorprese.

Di Roberto Turno

Panoramica privacy
AIOM

Questo sito utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione sul sito. Di questi, i cookies che sono categorizzati come necessari sono memorizzati nel tuo browser come essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base del sito. Usiamo inoltre cookies di terze parti che possono aiutarci ad analizzare e capire capire come usi il sito. Questi cookies saranno memorizzati nel tuo browser solo con il tuo consenso. Inoltre hai anche dei cookies opzionali. Ma la disattivazione di questi cookies potrebbe avere effetti sulla tua esperienza di navigazione.

Per saperne di più sulla nostra cookie policy clicca qui: Privacy & Cookie

Cookie strettamente necessari

I cookies necessari sono indispensabili per le funzionalità del sito. Questa categoria include solo i cookies per le funzionalità di base e sulla sicurezza del sito. Questi cookies non memorizzano nessun dato personale.

Se disabiliti questo cookie, non saremo in grado di salvare le tue preferenze. Ciò significa che ogni volta che visiti questo sito web dovrai abilitare o disabilitare nuovamente i cookie.

Cookie di terze parti

Qualsiasi cookies non necessario alle funzionalità del sito, vengono usati per memorizzare dati personali via analytics, pubblicità e altri.