Notiziario AIOM

Task force per l’Agenzia del farmaco

Il ministro Lorenzin: una dote di 56 milioni per avere la sede a Milano

Da Il Sole24 ORE del 18-11-2016

Il Governo scende in campo – con una prima dote di 56 milioni di euro a bilancio per una futura sede – per portare l’Agenzia europea del farmaco (Ema) a Milano. Lo ha detto, ieri a Milano, il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che ha ricordato anche che si tratta di una «base di partenza solida e concreta da mettere sul piatto della bilancia quando inizierà la trattativa».

Il negoziato per l’uscita della Gran Bretagna dalla Ue, infatti, non è ancora iniziato, ma governi e gruppi di interesse già si stanno posizionando. Altre 11 città europee, tra cui Madrid, Stoccolma, Vienna, Dublino, Copenhagen e Budapest, hanno manifestato interesse ad ospitare la nuova sede dell’Agenzia.

Delle iniziative da mettere in campo si è discusso in un convegno durante il quale Diana Bracco (presidente e ad del gruppo farmaceutico Bracco) ha ricordato che «Ema a Milano entrerebbe in sinergia con Human Technopole. L’agenzia potrebbe usufruire dei ricercatori e delle qualificate risorse umane delle Università e degli Ircss milanesi e lombardi. In Italia, a Parma – continua Diana Bracco – è già localizzata l’Autorità europea per la Sicurezza Alimentare e la vicinanza con Milano potrebbe facilitare il coordinamento di due settori che, ad esempio negli Stati Uniti, in Cina e in India, sono coperti da un unico ente regolatorio».

L’Italia, sulla carta, è in regola. «È il secondo paese europeo – ha fatto notare Camillo Greco, responsabile Pharma &Heakhcare per l’Europa di J.P. Morgan – per capacità di produzione con 30 miliardi di fatturato e 63 mila addetti. L’esportazione è cresciuta del 58% negli ultimi 5 anni, con performance migliori di altri paesi».

«Ci sono una serie di complessità istituzionali, giuridiche e di supporto organizzativo legate all’arrivo di un’Agenzia europea sul suolo di un paese membro della Ue – ha ricordato Alberto Spagnolli, senior policy advisor dell’Agenzia per la Sicurezza alimentare (Efsa) – L’esperienza di Efsa potrebbe essere di aiuto a Ema».

Per il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, con il trasferimento dell’Ema in Italia «vincono tutti. Si potrà contare sulla manifattura farmaceutica italiana, ritenuta all’avanguardia e su una città competitiva e logisticamente ben collegata. Secondo le prime valutazioni l’occupazione crescerebbe di circa mille unità, la produzione industriale di quasi i,5 miliardi oltre al flusso di visitatori e al loro contributo economico al territorio». Il budget di Ema per il 2016 è atdi 325 milioni di euro (+ 5,4% rispetto al 2015 e +19,5% sul 2014). I fondi per edifici, attrezzature ed altre spese non direttamente operative rappresentano il 15% del budget. L’Age-zia, inoltre, impiega 775 persone. Per un conto dei flussi totali attirati dall’Ema, vanno aggiunte altre 5 mila unità per attività di riunioni e comitati.

L.Ca.

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