Quarantuno mila nuovi casi di tumore di polmone l’anno sono un’enormità. Perché le possibilità di sopravvivere non sono tante, e perché la prima causa di queste morti è indiscutibile, quindi la prevenzione è davvero molto concreta
Da la Repubblica del 19-1-2016
Basterebbe non fumare. Già, facile a dirsi; molto meno a farsi. Non basta una decisione a tavolino, che magari per eccesso di realismo molti nemmeno abbozzano. C’è di mezzo una dipendenza che, come tutte, si porta dietro stress, emotività, bisogni. Insomma, roba che non è certo facile spazzare via. Non solo: gli anticancro costano un fiume di soldi, destinato a ingrossarsi perché arrivano ogni anno nuovi prodotti, spesso davvero più potenti; e sempre più costosi. Nessuno può negarli ai malati. E allora? L’Aiom, l’associazione degli oncologi medici, ha avuto un’idea: un centesimo a sigaretta vada a finanziare un fondo speciale. E visto che il gettito delle accise sul tabacco è di 11 miliardi, ne basterebbe il 5% per assicurare tutti i farmaci a tutti i malati. Col vantaggio di palesare che quella sigaretta accesa è legata indissolubilmente al cancro. Philip Morris permettendo.
Di Daniela Minerva
