Articoli Scientifici

Cabozantinib for radioiodine-refractory differentiated thyroid cancer (COSMIC-311): a randomised, double-blind, placebo-controlled, phase 3 trial

I carcinomi differenziati della tiroide (DTC) rappresentano circa il 90-95% dei tumori tiroidei e hanno una prognosi favorevole; tuttavia, circa il 15% di questi pazienti sviluppa una malattia metastatica radio-resistente. I farmaci inibitori del VEGFR e dei recettori tirosin-chinasici coinvolti nella proliferazione e sopravvivenza delle cellule neoplastiche e nell’angiogenesi, come il lenvatinib e il sorafenib, rappresentano importanti opzioni terapeutiche. Dopo un periodo di controllo della malattia, nella maggior parte dei pazienti trattati con questi farmaci, si sviluppano meccanismi di resistenza, che determinano progressione e rapido deterioramento del quadro clinico. Questi pazienti hanno pertanto limitate opzioni in questo setting, in assenza di un trattamento standard efficace.
Il cabozantinib è un inibitore di diverse tirosin chinasi che intervengono nella crescita tumorale e nel processo dell’angiogenesi nei DTC, tra cui: VEGFR, AXL, MET, RET.
Studi di fase 1 e 2 hanno già mostrato un beneficio clinico del cabozantinib in questo gruppo di pazienti dopo il trattamento con lenvatinib e sorafenib.
Lo studio COSMIC-311 si propone di valutare l’efficacia e la sicurezza del cabozantinib, in pazienti affetti da DTC refrattario al radioiodio e precedentemente trattati con sorafenib o lenvatinib (erano consentite fino a due precedenti linee con VEGFR TKI). È uno studio di fase 3, multicentrico, randomizzato, a doppio cieco, con braccio di controllo con placebo. I dati sono riportati alla data del cut-off (19 Agosto 2020), sei mesi dopo la randomizzazione dell’ultimo paziente nella popolazione OITT (objective response rate intention to treat). Sono stati arruolati 187 pazienti e randomizzati con un rapporto 2:1 a ricevere cabozantinib (125 pazienti) o placebo (62 pazienti).
Il cabozantinib è stato somministrato alla dose di 60 mg al dì fino a progressione di malattia o tossicità inaccettabile. Gli obiettivi co-primari sono il tasso di risposte obiettive (ORR) per i primi 100 pazienti randomizzati (popolazione OITT) e la sopravvivenza libera da progressione (PFS) in tutti i pazienti (popolazione ITT), valutati da un comitato radiologico indipendente in cieco. Endpoint aggiuntivi includono la sopravvivenza globale, la durata della risposta, l’alterazione della concentrazione della tireoglobulina sierica e la qualità di vita. Alla data del cut-off, nell’analisi eseguita nella popolazione OITT la ORR era del 15% nel gruppo dei pazienti trattati con cabozantinib, mentre non sono state registrate risposte nel braccio con placebo. Questa differenza non si è dimostrata statisticamente significativa. Sebbene il tasso di risposte riportate nella popolazione ITT fosse inferiore a quello previsto dal disegno statistico dello studio, 76% dei pazienti trattati con cabozantinib presentavano una riduzione delle dimensioni delle lesioni target rispetto al 29% nel gruppo trattato con placebo.
L’analisi della PFS nella popolazione ITT ha mostrato un significativo miglioramento nel gruppo trattato con cabozantinib, rispetto al placebo. Nel primo gruppo non si è potuta stimare la PFS mediana, mentre nel secondo è di 1.9 mesi (I.C. 1.8-3.6).
L’analisi della sopravvivenza globale non ha evidenziato differenze statisticamente significative, ma è stato riportato un risultato numericamente favorevole nel gruppo di pazienti trattati con cabozantinib rispetto al placebo. Per quanto riguarda il profilo di sicurezza, le tossicità evidenziate sono facilmente gestibili. I più frequenti eventi avversi di grado 3 o 4 riportati, indipendentemente dal rapporto di causalità con il cabozantinib sono stati: eritrodisestesia (10%), ipertensione (9%), astenia (8%), diarrea (7%) e ipocalcemia (7%).
I risultati riportati di attività e tollerabilità evidenziano come il cabozantinib possa rappresentare una potenziale strategia terapeutica per i pazienti affetti da carcinoma differenziato della tiroide con malattia metastatica radio-resistente, in progressione dopo precedenti terapie, per i quali non esiste uno standard di cura.


Marcia S Brose, Bruce Robinson, Steven I Sherman, Jolanta Krajewska, Chia-Chi Lin, Fernanda Vaisman, Ana O Hoff, Erika Hitre, Daniel W Bowles, Jorge Hernando, Leonardo Faoro, Kamalika Banerjee, Jennifer W Oliver, Bhumsuk Keam, Jaume Capdevila

The Lancet Oncology, 2021 Aug

Link all’abstract

 

 

 

 

 

 

 

Copyright © 2021 Elsevier Ltd. All rights reserved.

Panoramica privacy
AIOM

Questo sito utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione sul sito. Di questi, i cookies che sono categorizzati come necessari sono memorizzati nel tuo browser come essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base del sito. Usiamo inoltre cookies di terze parti che possono aiutarci ad analizzare e capire capire come usi il sito. Questi cookies saranno memorizzati nel tuo browser solo con il tuo consenso. Inoltre hai anche dei cookies opzionali. Ma la disattivazione di questi cookies potrebbe avere effetti sulla tua esperienza di navigazione.

Per saperne di più sulla nostra cookie policy clicca qui: Privacy & Cookie

Cookie strettamente necessari

I cookies necessari sono indispensabili per le funzionalità del sito. Questa categoria include solo i cookies per le funzionalità di base e sulla sicurezza del sito. Questi cookies non memorizzano nessun dato personale.

Se disabiliti questo cookie, non saremo in grado di salvare le tue preferenze. Ciò significa che ogni volta che visiti questo sito web dovrai abilitare o disabilitare nuovamente i cookie.

Cookie di terze parti

Qualsiasi cookies non necessario alle funzionalità del sito, vengono usati per memorizzare dati personali via analytics, pubblicità e altri.