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Cigarette Smoking and E-cigarette Use Induce Shared DNA Methylation Changes Linked to Carcinogenesis

Ma le sigarette elettroniche fanno male?
L’uso di sigarette elettroniche viene considerato solitamente meno dannoso rispetto al fumo di tabacco. Tuttavia, recenti studi hanno evidenziato alcuni dei potenziali effetti avversi legati all’uso di sigarette elettroniche, tra cui danni al DNA e disfunzione endoteliale.
Considerato il crescente utilizzo di questi dispositivi elettronici, risulta fondamentale approfondire il loro impatto a livello cellulare al fine di comprendere meglio gli effetti a lungo termine sulla salute.
In questo contesto si inserisce lo studio FORECEE, condotto da Chiara Herzog e recentemente pubblicato su Cancer Research. Applicando metodi di deconvoluzione computazionale, i ricercatori hanno analizzato gli effetti epigenetici del tabacco e delle sigarette elettroniche sulla metilazione del DNA, sia delle cellule direttamente esposte al fumo, come le cellule della mucosa buccale, sia di quelle non direttamente esposte, come il sangue e le cellule della mucosa cervicale.
Lo studio FORECEE è uno dei più ampi condotti finora, con oltre 3500 campioni raccolti da soggetti sani di età compresa tra 18 e gli 86 anni, provenienti da cinque diversi paesi europei.
Lo studio ha dimostrato che Il fumo provoca alterazioni epigenetiche funzionali nelle cellule epiteliali e immunitarie specifiche a seconda del sito anatomico. Sono stati identificati 535 loci metilati correlati al fumo [siti citosina-fosfato-guanina (CpG)], successivamente raggruppati in quattro gruppi funzionali in base al tipo di cellula e al sito anatomico. I loci ipermetilati nelle cellule epiteliali buccali dei fumatori, in particolare quelli associati al segnale del recettore del fattore di crescita NOTCH1/RUNX3, sono gli stessi presenti con elevato livello di metilazione anche nei tessuti di tumore polmonare. L’ipermetilazione di questi siti in campioni buccali raccolti dai fumatori, ha permesso di predire lo sviluppo di tumori polmonari fino a 22 anni prima della diagnosi, suggerendo un potenziale ruolo di queste modifiche epigenetiche nel promuovere la carcinogenesi. Questo studio ha rilevato come l’ipermetilazione di tali siti CpG fosse presente anche negli utilizzatori di sigarette elettroniche con una storia limitata di fumo.
Dato interessante è rappresentato dal fatto che l’ipermetilazione era presente non solo nei siti direttamente esposti al fumo, ma anche in siti differenti, come la mucosa cervicale, e che tali alterazioni si potevano riscontrare anche nelle cellule degli utilizzatori di sigarette elettroniche che avevano fumato meno di 100 sigarette di tabacco in totale nella loro vita, il che significa che sono essenzialmente “non fumatori”.
Inoltre, è stato evidenziato come le modifiche epigenetiche tendessero a ridursi alla cessazione dell’abitudine tabagica.
Va sottolineato che le alterazioni dello stato di metilazione dei loci target sono parzialmente sovrapponibili tra fumatori di tabacco e di sigarette elettroniche.
La capacità del fumo di indurre modifiche epigenetiche è un dato già noto; ciò che non era noto, era come il fumo influenzasse diversi tipi di cellule: i risultati di questo studio indicano che il fumo è in grado di innescare modifiche differenti nei diversi tipi di cellule in tutto il corpo.
Questo studio rappresenta un importante tassello per comprendere meglio soprattutto gli effetti delle sigarette elettroniche sulla salute. Certamente è necessario avere un follow-up più lungo per poter dimostrare una correlazione diretta tra sigarette elettroniche e specifici effetti dannosi tra cui lo sviluppo del cancro.
Le sigarette elettroniche fanno male? Ancora una risposta precisa a questa domanda non è possibile darla, ma certamente in attesa di dati conclusivi, si consiglia precauzione nel loro utilizzo.


Chiara Herzog, Allison Jones, Iona Evans, Janhavi R Raut, Michal Zikan, David Cibula, Andrew Wong, Hermann Brenner, Rebecca C Richmond, Martin Widschwendter

Cancer Research, 2024 Jun 4

Link all’abstract

 

 

 

 

 

 

 

 

 

©2024 The Authors; Published by the American Association for Cancer Research.

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