Articoli Scientifici

Enfortumab Vedotin and Pembrolizumab in Untreated Advanced Urothelial Cancer

Il carcinoma uroteliale è una neoplasia molto aggressiva, responsabile di oltre 200.000 decessi all’anno nel mondo. Dopo decenni dalla definizione dello standard terapeutico di prima linea, fondamentalmente basato su una doppietta di chemioterapia platinum-based (Cis/carbo platino + gemcitabina), siamo finalmente ad un punto di svolta epocale grazie ai risultati dello studio EV-302 (NCT04223856). Questo importante trial di fase III multicentrico internazionale, randomizzato, in aperto, confronta pazienti affetti da carcinoma uroteliale avanzato non pretrattato sottoposti a chemioterapia classica, ovvero doppietta con cisplatino (o carboplatino nei pazienti cisplatino unfit) + gemcitabina, vs la combinazione sperimentale rappresentata da enfortumab vedotin (EV), un ADC diretto contro la nectina 4 (1.25 mg/kg, gg 1,8 q21), e pembrolizumab (P), un PD-1 inibitore (200 mg g1 q21). La chemioterapia poteva essere proseguita per un massimo di 6 cicli ed era consentita un’eventuale immunoterapia di mantenimento. Il pembrolizumab poteva essere proseguito fino ad un massimo di 35 cicli e l’enfortumab fino a PD o tossicità inaccettabile.
Endpoints primari dello studio erano la progression-free survival (PFS) con revisione blinded indipendente, e l’overall survival (OS). Gli endpoint secondari erano rappresentati dal tasso di risposta globale (ORR), dalla durata della risposta (DOR), valutati mediante BICR secondo i criteri RECIST v1.1, nonché il tempo al peggioramento del dolore e la safety.
Il trial ha arruolato 886 pazienti affetti da carcinoma uroteliale localmente avanzato o metastatico non trattati in precedenza e idonei alla chemioterapia a base di platino, indipendentemente dall’espressione di PD-L1 o di nectina 4. I pazienti sono stati randomizzati 1:1 a ricevere chemioterapia tradizionale (n=444) o la terapia sperimentale (n=442) con EV + P. Il follow-up mediano è stato di circa 17 mesi. Il numero mediano di cicli somministrati è stato di 12 nel braccio sperimentale (range, 1-46) e 6 in quello standard (range, 1-6).
Lo studio è risultato positivo, dimostrando la superiorità del trattamento sperimentale rispetto alla chemioterapia, ottenendo una PFS mediana di 12.5 mesi vs 6.3 mesi (HR 0.45; 95%CI 0.38-0.54; P<0.001) e una OS mediana di 31.5 mesi vs 16.1 mesi (HR 0.47; 95%CI 0.38-0.58; P<0.001). A 12 mesi, la percentuale stimata di pazienti vivi è stata del 78.2% (95% CI, 73.9-81.9) nel braccio sperimentale vs 61.4% (95% CI, 56.6-65.9) nel braccio standard. Interessante notare come le curve di OS si separino precocemente e anche nell’analisi prepianificata venga confermato il beneficio del trattamento sperimentale in tutti i sottogruppi analizzati.
Per quanto riguarda gli endpoint secondari, nel braccio sperimentale è stato osservato un tasso di risposte complete del 29.1% (127/437) vs 12.5% (55/441) del braccio standard. La durata mediana della risposta è non è stata raggiunta per i pazienti trattati con EV+P mentre è stata di 7 mesi per i pazienti trattati con chemioterapia. Non è stata riportata una differenza significativa in termini di ritardo alla progressione del dolore dai patient-reported outcomes nei due gruppi di pazienti.
Lo spettro di tossicità riportate risulta differente tra i due bracci, con più elevata incidenza di neuropatia sensoriale periferica (50% grado 1-2, 3.5% grado 3-4), iperglicemia (11% grado 1-2, 5% grado 3-4) e rash cutaneo nei pazienti trattati con EV+P.
FDA, sulla scorta dei dati combinati della coorte A e K dello studio di fase 1/2 EV-103/KEYNOTE-869 (NCT03288545), ha già concesso l’approvazione accelerata per la combinazione EV+P per i pazienti con carcinoma uroteliale che non possono essere sottoposti alla chemioterapia di prima linea contenente cisplatino.
I dati rilevanti emersi da questo studio hanno il potenziale di cambiare la pratica clinica e fornire un nuovo standard of care per il trattamento di prima linea dei pazienti affetti da tumore vescicale metastatico.


Thomas Powles, Begoña P Valderrama, Shilpa Gupta, Jens Bedke, Eiji Kikuchi, Jean Hoffman-Censits, Gopa Iyer, Christof Vulsteke, Se Hoon Park, Sang Joon Shin, Daniel Castellano, Giuseppe Fornarini, Jian-Ri Li, Mahmut Gümüş, Nataliya Mar, Yohann Loriot, Aude Fléchon, Ignacio Duran, Alexandra Drakaki, Sujata Narayanan, Xuesong Yu, Seema Gorla, Blanca Homet Moreno, Michiel S van der Heijden; EV-302 Trial Investigators

The New England Journal of Medicine, 2024 Mar 7

Link all’abstract

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Copyright © 2024 Massachusetts Medical Society.

 

Panoramica privacy
AIOM

Questo sito utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione sul sito. Di questi, i cookies che sono categorizzati come necessari sono memorizzati nel tuo browser come essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base del sito. Usiamo inoltre cookies di terze parti che possono aiutarci ad analizzare e capire capire come usi il sito. Questi cookies saranno memorizzati nel tuo browser solo con il tuo consenso. Inoltre hai anche dei cookies opzionali. Ma la disattivazione di questi cookies potrebbe avere effetti sulla tua esperienza di navigazione.

Per saperne di più sulla nostra cookie policy clicca qui: Privacy & Cookie

Cookie strettamente necessari

I cookies necessari sono indispensabili per le funzionalità del sito. Questa categoria include solo i cookies per le funzionalità di base e sulla sicurezza del sito. Questi cookies non memorizzano nessun dato personale.

Se disabiliti questo cookie, non saremo in grado di salvare le tue preferenze. Ciò significa che ogni volta che visiti questo sito web dovrai abilitare o disabilitare nuovamente i cookie.

Cookie di terze parti

Qualsiasi cookies non necessario alle funzionalità del sito, vengono usati per memorizzare dati personali via analytics, pubblicità e altri.