Come per altri tumori solidi, anche nel carcinoma della cervice uterina metastatico sono sempre di più le prove di efficacia dell’immunoterapia.
Diversi studi sono stati condotti a riguardo, sia con immune checkpoint inhibitors (ICIs) in monoterapia (dei quali il più promettente è l’anti-PD-1 cemiplimab), sia in terapie di combinazione con agenti citotossici standard. L’ultimo di questa tipologia di trial è il KEYNOTE-826, presentato all’ESMO di quest’anno dalla prof.ssa Nicoletta Colombo e recentemente pubblicato sul New England Journal of Medicine.
L’obiettivo dello studio è stato quello di valutare l’efficacia in termini di progression-free survival (PFS) e di overall survival (OS) dell’aggiunta di pembrolizumab al trattamento chemioterapico standard a base di platino e bevacizumab in donne con carcinoma della cervice persistente, recidivato o metastatico all’esordio.
Lo studio, in doppio cieco, di fase III, con randomizzazione 1:1 ha coinvolto 151 centri in 19 nazioni e ha arruolato un totale di 617 pazienti, con caratteristiche ben bilanciate nei due bracci di trattamento.
Con un follow-up mediano di 22,0 mesi, si è osservata una OS nettamente maggiore nel braccio sperimentale rispetto al braccio standard sia nella popolazione generale sia nei diversi sottogruppi (classificati in base al combined-positive score, CPS). In particolare, per quanto riguarda il sottogruppo con CPS > 1, la stima delle pazienti vive a 24 mesi è stata del 53% nel braccio sperimentale e del 41,7% nel braccio di controllo (hazard ratio per morte 0,64; IC 95%: 0,50 – 0,81; p < 0,001); nella popolazione intention-to-treat è stata del 50,4% nella terapia con ICI vs 40,4% nel braccio standard.
La OS mediana non è stata raggiunta nel braccio sperimentale, mentre nel braccio con placebo è stata stimata essere di 16,3 mesi. Lo studio ha dimostrato inoltre un beneficio in termini di overall response rate e time-to-deterioration con un importante miglioramento della qualità della vita.
Alla luce di questi ed altri risultati presentati nel lavoro, la combinazione di pembrolizumab e chemioterapia a base di platino + bevacizumab dovrebbe essere considerata il nuovo standard di I linea nelle donne con carcinoma della cervice uterina.
Nicoletta Colombo, Coraline Dubot, Domenica Lorusso, M Valeria Caceres, Kosei Hasegawa, Ronnie Shapira-Frommer, Krishnansu S Tewari, Pamela Salman, Edwin Hoyos Usta, Eduardo Yañez, Mahmut Gümüş, Mivael Olivera Hurtado de Mendoza, Vanessa Samouëlian, Vincent Castonguay, Alexander Arkhipov, Sarper Toker, Kan Li, Stephen M Keefe, Bradley J Monk, KEYNOTE-826 Investigators ![]()
The New England Journal of medicine, 2021 Sep 18
Copyright © 2021 Massachusetts Medical Society.
